I rom la fanno da padroni? A Milano Sala gli “regala” una biblioteca

Il parco Alessandrini di Milano  è una specie di zona franca in mano alle bande rom. Poco tempo fa  un branco di ragazzini di quella etnia rom aggredirono selvaggiamente una bambina mentre passeggiava al parco Alessandrini con la madre. Bambini di 6-7 anni, dileguatisi nel nulla dopo averla spinta, trattenuta. Di questa zona dove l’insicurezza ha oltrepassato abbondantemente il livello di guardia, il Comune si disinteressa, non decide, non vigila, con grave disagio degli abitanti della zona. Ecco ora l’ultima trovata: La «biblioteca delle relazioni», così si favorirà l’ integrazione. Lo leggiamo sul Giornale.

“L’idea di «ErsiliaLab», questo il nome del progetto, è l’approdo di un percorso iniziato tre anni fa ed è stata appena definita. I promotori attendono dal Comune il via libera definitivo. In una pagina dedicata, su facebook, viene presentata in questi termini: nel quartiere Molise-Calvairate-Ponti, Architetti senza Casa della Carità e Fondazione Padri Somaschi accompagneranno le famiglie «a dar vita a un posto dei bambini, di tutti i bambini e ragazzi e di quegli adulti che si sentono ancora bambini». Il «rifugio» – si spiega – «sta nascendo attraverso un processo di partecipazione che vuole coinvolgere le comunità presenti sul territorio, e sarà realizzata in autocostruzione». Il luogo dovrebbe «favorire la nascita di relazioni fra la comunità rom e il quartiere, rompendo le barriere fisiche e sociali che causano lo stato di marginalità della comunità». Si parla di un manufatto ligneo di 50 metri. Destinatari i nomadi dei campi milanesi, in particolare i nomadi di via Bonfadini, dove – “al centro di un’area piuttosto problematica del municipio 4 – sorge un insediamento racchiuso fra linee ferroviarie e stabilimenti industriali, adiacente a spazi fortemente degradati, uno dei quali viene utilizzato come discarica abusiva”. Una biblioteca al posto della sicurezza, dei controlli in una zona a rischio è il massimo. «Spero si tratti di uno scherzo – commenta Riccardo De Corato (Fdi) – Perché siamo in una zona nella quale la vergogna più grande, sostengono i residenti, è che nonostante le innumerevoli segnalazioni nessuno interviene e fa dei controlli sulle carovane irregolari dei nomadi e queste persone, e soprattutto non vengono elevate contravvenzioni e sequestri dei mezzi come la legge prevede da decenni. Esiste una norma in vigore a Milano sin dal 1986 che impedisce la presenza di simili carovane».  Il punto è questo: in questa zona dove non vengono rispettate le regole e da dove il comune si è chiamato fuori, una iniziativa del genere è folle. In questa zona si delinque. Aggiunge  il presidente di commissione Sicurezza di Zona 4 (non coinvolta nel progetto) Francesco Rocca (FdI): «Ci troviamo in un’area problematica, oltre ad avere il centro di emergenza sociale di via Sacile, che dovrebbe essere controllato, c’è un accampamento abusivo con tende e furgoni, poi il campo storico di via Bonfadini e la domenica i mercati dell’usato-rubato di viale Puglie. Attorno varie discariche. La priorità è far rispettare le regole che ci sono e garantire la sicurezza contrastando il degrado».