I migranti molestano una bimba e l’Europa se la prende con Salvini

Siamo al paradosso. La commissione europea si scatena contro Matteo Salvini per un tweet sui migranti e tuona che dev’essere cancellato entro ventiquattr’ore. Tutto parte da un fatto di cronaca molto grave: a Venezia alcuni migranti avevano molestato una bambina. E il leader della Lega aveva commentato. A suscitare l’ira funesta dei politicamente corretti di Bruxelles non è stata la violenza su una minorenne ma le parole del leader della Lega, parole che – secondo il commissario della Giustia Ue Vera Jourova, possono incitare alla violenza. Ma che cosa aveva scritto di tanto grave Salvini? Ecco il tweet “incriminato” : “Poco più di una bimba, in pieno centro a Venezia. Ora è caccia a un gruppo di nordafricani. Spero che li prendano. Li darei in mano ai genitori… Basta!”. Sostanzialmente è quello che pensano tutti, ma per Bruxelles, per il politicamente corretto e per le ipocrisi buoniste non si può dire. Anzi, è vietato dirlo, tanto da imporre la cancellazione. La Jourova ha anche il coraggio di documentare la sua decisione: occorre fare una valutazione caso per caso se un messaggio rientra nella definizione di discorsi vietati di incitazione all’odio, cioè se ha il potenziale di incitare la violenza nella vita reale. E – riferito al tweet di Salvini – aggiunge: “Un messaggio, in cui si lancia un appello a dare la caccia a delle persone, può incitare perché dare la caccia alle persone è qualcosa di molto brutale e può rientrare in questi parametri”. Invece di intimare ai “migranti” di non molestare le bambine, la UE attacca Salvini. Questa si chiama incoscienza.