Grillo benedice l’accordo e tra i parlamentari M5S si fa strada una “tentazione”…

Il Movimento 5 Stelle si deve adattare alla situazione politica. Chi ha avuto modo di parlare con Beppe Grillo nelle ultime ore descrive il garante del M5S soddisfatto per come il suoi “ragazzi” hanno condotto la sfida per la presidenza delle Camere, che si è conclusa con l’elezione alla Camera di Roberto Fico in virtù dell'”asse” con il centrodestra e in particolare con la Lega di Matteo Salvini. Intesa che ha portato alla parallela incoronazione di Elisabetta Alberti Casellati a Palazzo Madama.

D’altronde era stato lo stesso Grillo non molto tempo fa a “benedire” la svolta camaleontica del Movimento. «La specie che sopravvive non è quella più forte ma quella che si adatta meglio… Noi siamo un po’ dentro democristiani, un po’ di destra, un po’ di sinistra, un po’ di centro… possiamo adattarci a qualsiasi cosa»: queste le parole pronunciate dall’ex leader M5S in un video pubblicato sul suo Blog in  occasione della visita alla mostra “Human, il futuro della nostra specie”.

È di ieri mattina – poco prima dell’inizio delle votazioni per le presidenze – il messaggio metaforico di Grillo sul tango, postato su Facebook con tanto di brano di Astor Piazzolla. «Il tango si balla in due… la posizione di ballo è un abbraccio frontale, anche se alcune pratiche contemporanee prediligono l’abbraccio da dietro. Pericoloso. Un osservatore attento potrà scorgere nel duetto, un rincorrersi, per poi negarsi. Poche regole semplici dettano i limiti dell’improvvisazione: uno guida, l’altro segue», ha scritto l’ex leader 5 Stelle, alludendo – come viene spiegato da persone vicine a lui – alla necessità di chiudere la partita delle Camere con un’intesa.

Bisogna confrontarsi con gli altri, anche con gli avversari: sarebbe il succo del ragionamento espresso da Grillo con i suoi. Questa mattina il garante M5S – che si trova a Roma per la  tournée del suo spettacolo “Insomnia” – ha incontrato Di Maio, Alessandro Di Battista, Alfonso Bonafede, Riccardo Fraccaro, Stefano Buffagni e Pietro Dettori all’Hotel Forum. Al termine della votazione ha salutato soddisfatto l’elezione di Fico scrivendo sui social «Habemus Fico!». E poi: «Oggi la presidenza della Camera dei deputati è in mano ad un nuovo supereroe nazionale, persona integra e civile: un cittadino, Roberto». Ma anche Riccardo Fraccaro gli sarebbe piaciuto come presidente della Camera”, racconta un parlamentare a lui vicino.

Ora si apre il capitolo governo. E tra gli esponenti pentastellati più ascoltati da Grillo non manca chi invoca lo stesso pragmatismo adottato per l’elezione dei vertici del Parlamento, tema che Luigi Di Maio ha sempre detto di voler separare dalle logiche governative. Una strana “tentazione”, quella dell’accordo con il centrodestra, si fa strada tra gli eletti del M5S. «Bisogna dare risposte al popolo, nel Paese c’è tanta povertà. E se è necessario, faremo anche un governo con Salvini», ragiona a taccuini chiusi con l’Adnkronos un parlamentare di peso. Una scelta che però non tutti i portavoce del Movimento potrebbero digerire.

Basti pensare ai mal di pancia con cui questa mattina alcuni senatori M5S avrebbero accolto l’idea di votare la Casellati: «In Aula stamattina c’era chi non voleva votare per la candidata di FI, vicina a Ghedini. Ma i patti si rispettano», rivela un eletto a Palazzo Madama. «Per me – scrive il senatore Matteo Mantero su Fb, non nascondendo la propria iniziale riluttanza – è stato molto difficile votare una presidente di Forza Italia al Senato, una forza politica tra le più distanti dalla mia visione del mondo, ma su quella scheda anche se c’era un altro nome io ho scritto Roberto Fico».