Governo Lega-M5S? Elettori favorevoli. «Ma dicano addio a Flat Tax e reddito»

Resta quanto mai incerto l’esito delle consultazioni per la formazione del governo, che si apriranno il 4 aprile. Un «rebus» lo definisce Nando Pagnoncelli, che ha svolto una rilevazione tra gli elettori per capirne gli umori. Dalla ricerca emerge che «la maggioranza relativa degli italiani si attende un governo M5S-centrodestra, anche se preferirebbe un’intesa M5S-Lega», spiega il sondaggista, chiarendo però che politicamente l’operazione non sarebbe a costo zero per i due partiti.

In particolare, a favore di un accordo tra Lega e M5S sarebbero il 63% dell’elettorato leghista e il 58% di quello pentastellato. Tra gli elettori grillini, però, il 24%, «una quota non trascurabile», scrive Pagnoncelli nell’articolo a commento del sondaggio pubblicato sul Corriere della Sera, preferirebbe un’alleanza con il Pd, mentre solo il 3% auspica un’alleanza con l’intero centrodestra. Sul fronte dell’elettorato leghista, invece, il 18% vorrebbe che l’alleanza con i Cinquestelle riguardasse tutto il centrodestra e non il solo Carroccio. Nell’elettorato di Forza Italia, poi, a fronte di un 52% a favore di un esecutivo centrodestra-M5S, un consistente 38% vorrebbe il partito fuori da incarichi di governo, che lascerebbe volentieri ad altre alleanze: il 24% a Lega e M5s; il 14% a Pd e M5S. In casa dem, infine, il 34% si dice favorevole a un governo Pd-M5S, mentre solo il 5% vedrebbe bene un accordo con il centrodestra. La maggior parte degli elettori del Pd, però, si dice indeciso, mentre il 23% vorrebbe tenersi alla larga da Palazzo Chigi.

Dunque, molti elettori vedrebbero di buon occhio un’alleanza Salvini-Di Maio, che però politicamente non sarebbe a costo zero e, anzi, porterebbe a un compromesso al ribasso per entrambi. «Di Maio e Salvini potrebbero essere disposti a rinunciare alle proposte più estreme», ha scritto il sondaggista, dopo aver sottolineato come i due possano trovarsi d’accordo sui temi dell’abolizione della legge Fornero e della lotta agli sprechi e ai costi della politica, ma difficilmente su altro. Lega e M5S, infatti, «sulla maggior parte degli altri punti del programma – ha aggiunto Pagnoncelli – sembrano davvero agli antipodi, per esempio su Flat tax e reddito di cittadinanza». Dunque, per ritrovarsi insieme a Palazzo Chigi, dovrebbero entrambi mettere da parte le loro proposte di bandiera. «E ciò – è il commento del sondaggista – può rappresentare una sorta di alibi nei confronti dei rispettivi elettorati e consentire di ridurre il rischio di perdita di consenso. Ma non è escluso che l’ipotesi di nuove elezioni (pronosticata da Salvini al 50%) possa essere una tentazione per i due leader, con l’obiettivo di lanciare un’Opa nei confronti di chi è uscito ammaccato alla consultazione di marzo e molto probabilmente farà fatica a riprendersi a breve».