Gasparri: «Il reddito di cittadinanza è un grande bluff, Di Maio si vergogni»

giovedì 8 marzo 18:02 - DI Redazione

«Il grande inganno del reddito di cittadinanza è servito. I 5Stelle hanno ottenuto consensi al Sud perché hanno illuso i cittadini propagandando una misura di assistenza che è un grande bluff». A sottolinearlo è stato il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, commentando le notizie che arrivano da diverse parti d’Italia sulle file ai Caf per chiedere il reddito di cittadinanza.

Gasparri: «Di Maio dovrebbe vergognarsi»

«In Puglia soprattutto – ha proseguito Gasparri – leggiamo di situazioni incredibili che si stanno verificando in queste ore, addirittura con file ai Caf per richiedere il reddito di cittadinanza. Ma sembra che questa voce sia anche la più ricercata sui motori di ricerca della rete internet». «Ecco – ha aggiunto l’esponente azzurro – chi sono i grillini: degli irresponsabili che stanno giocando con la disperazione soprattutto di tanti giovani che hanno bisogno di lavorare, non di starsene a casa aspettando uno stipendio che non avranno mai». «Di Maio dovrebbe vergognarsi per aver alimentato aspettative irrealizzabili e per aver puntato a mortificare il Mezzogiorno con misure assistenziali che lo ridurrebbero alla paralisi. Altro che sviluppo. Altro che lavoro. Altro che futuro. E chi aspetta il reddito di cittadinanza apra gli occhi. I 5Stelle – ha concluso Gasparri – sono un bluff e il reddito di cittadinanza non ci sarà mai».

Commenti

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  • 13 marzo 2018

    Nel magico mondo del sussidio pubblico grillino, infatti, ad ogni disoccupato verranno offerti ben tre posti di lavoro, pena la decadenza del reddito di cittadinanza se il percettore di sussidio li rifiutasse tutti. I disoccupati in Italia però sono 2,8 milioni (dato Istat 2017), significa che Di Maio promette 2,8 milioni di posti di lavoro, e garantisce quasi 9 milioni di offerte di lavoro, in un paese in cui il lavoro è diventato un miraggio. E da quale cilindro magico uscirebbero queste miriadi di offerte di lavoro? Dai «centri per l’impiego», carrozzoni pubblici eredi dei vecchi uffici di collocamento gestiti dalle amministrazioni provinciali che però dovrebbero – nelle fantasie dei grillini – sfornare posti di lavoro a ritmi cinesi. La realtà invece dice che meno di quattro occupati su 100 (il 3,4%), secondo la ricerca Isfol del 2015, ha trovato un lavoro grazie ai Centri per l’impiego. L’unico lavoro è quello dei dipendenti degli stessi centri per l’impiego, il 48% concentrati al Sud, bacino elettorale del M5s. Tant’è vero che Di Maio promette, per poter poi far funzionare il reddito di cittadinanza, di riformare i centri per l’impiego, nientemeno che con una «spesa di 2,1 miliardi di euro a questo scopo». Soldi, soldi, soldi pubblici ovunque, non si capisce presi da dove.Il reddito di cittadinanza è contenuto nel disegno di legge 1148 del 2013, prima firmataria la grillina Nunzia Catalfo, nessuna competenza economica, nella vita fa l’impiegata di un centro per l’impiego a Catania. Alla critica che il reddito sia un incentivo alla nullafacenza, i Cinque stelle rispondono che non è così perché, per ottenerlo e mantenerlo, si possono rifiutare solo due lavori, se rifiuti anche il terzo perdi il diritto all’assegno pubblico. Però le offerte di lavoro, si specifica nel ddl, devono essere «congrue». E cosa si intende con congrue? L’articolo 12 spiega che «si considera congrua un’offerta di lavoro quando essa è attinente alle propensioni, agli interessi e alle competenze segnalate dal beneficiario in fase di registrazione presso il centro per l’impiego, la retribuzione oraria è uguale o superiore all’80 per cento rispetto alle mansioni di provenienza, il luogo di lavoro è situato nel raggio di 50 chilometri dal luogo di residenza ed è raggiungibile entro ottanta minuti con i mezzi pubblici». Chiaro? In poche parole se prendi il reddito di cittadinanza e ti offrono tre (tre!) posti di lavoro che però non sono sotto casa, non ritieni attinenti ai tuoi interessi, e non ti offrono abbastanza soldi, puoi considerarle non congrue e quindi continuare a percepire serenamente il sussidio pubblico. Se poi il disoccupato è una donna e ha un figlio, scatta pure «l’esenzione alla ricerca del lavoro» fino al terzo anno di età del figlio. Lavoro che, sempre per la stessa legge, avrà un salario minimo di legge di 9 euro l’ora, quindi 1.440 euro al mese. Più lavoro e più soldi per tutti. Una specie di boom tipo l’Italia degli anni ’50, garantiscono Di Maio e Casaleggio. E DOPO QUESTA LUNGA DISQUISIZIONE MI VIENE DA DIRE……MA DAVVERO IL SUD HA DATO CONSENSI A PIOGGIA AD UNA SIMILE BANDA DI CRIMINALI E BUGIARDI?….ALLORA è PROPRIO VERO CHE NOI POPOLAZIONI DEL SUD SIAMO VITTIME DEL NOSTRO STESSO PARASSITISMO ED ASSISTENZIALISMO, CONTINUIAMO A FARCI DEL MALE, CONTINUIAMO A FARE DEL MALE AI NOSTRI FIGLI ED ABBIAMO VIOLENTATO ED ANNULLATO IL FUTURO STESSO DELLE NOSTRE GENERAZIONI…….ECCO PERCHè MEI MILLENNI SIAMO SEMPRE STATI COLONIZZATI E SOGGIOGATI….

  • carla.rotili@yahoo.it 9 marzo 2018

    Mi spiace per dr. Benigni, ma non vedo attuabile il reddito di cittadinanza, serve solo a far aumentare il debito pubblico. Eliminare enti inutili ecco.

  • lamberto.lari@hotmail.it 9 marzo 2018

    Mi compiaccio nel sentire tutti questi economisti provetti ognuno con le sue ricette, peccato però che tutti si dimenticano dell’art. 1 della nostra costituzione sempre, anche a sproposito, invocata. e cioè l’Italia è un paese che si fonda sul lavoro. Quindi cari politici ed economisti basta di occuparsi sempre d’altro comprese tutte le politiche assistenziali (alcune vere e ragionevoli altre parassitarie) il fatto che tutti siano in misura diversa complici e colpevoli di avere fallito l’obiettivo primario che è quello di creare posti di lavoro non cerchino di riciclare la loro incompetenza dietro falsi obiettivi sperimentali e spesso utopistici, creando false chimere.

  • g.abbruzzese@utanet.at 9 marzo 2018

    Avendo esercitato per decenni il mestiere di mediatore d`affari so come potrebbe essere gestita la situazione politico-economica italiana senza trappole, inciuci, ecc. ecc. Il CD ha vinto al Centronord, instauri li un governo rigido in grado di incassare le tasse in modo trasparente ed equo, tenga per se una provvigione/commissione adeguata ed il resto lo trasferisca senza creare rogne, alla CASSA DEPOSITI e PRESTITI. Da qua Grillo, Di Maio & Co. fanno partire per il Meridione gli stipendi di cittadinanza, piú o meno per tutti i residenti, senza usare il costosissimo iter burocratico e tengano per loro stessi una provvigione/commissione. Gli interessi, frutto della permanenza del denaro presso la CDP vanno dati al CS, cosí sará fatta giustizia e garantita equitá per tutti. Gli oppositori a questo sistema sarebbero i malfattori di qualsiasi genere, poiché sarebbero letalmente sconfitti e senza ragione di esistere. Oltre a questo Camorra, Sacra Corona, Ndrangheta e Mafia si ridurrebero ai minimi termini, poiché resterebbe solo la parte dirigente.
    Chi andrebbe a lavorare ? Ma chiaro prima di ogni altro i MILANESI, perché appena nati, rimproverano le rispettive madri per averli trattenuto per tanti mesi nella pancia. Ah ! Ah ! Ah !

  • giorgio.conti@unipr.it 9 marzo 2018

    domanda interna e produttivita’ rivolta alle esportazioni ed al mercato interno, e’ una legge economica nota da sempre e come si dice da certe parti…. da mo’. Il grillismo, alias M5S, non ha inventato nulla. L’economia riparte, in particolare, solo se le tasse diminuiscono, per tutti, famiglie, single, imprese, riparte il LAVORO, leggi assunzioni, che e’ l’unica misura che da’ dignita’ vera alla persona; poi vi sono le altre misure fra le quali importante eliminare gli sprechi, ve ne sono molti nel Bel Paese, esisteva qualche tempo fa la spending review ( che fine ha fatto????), la si puo’ riprendere, era una spending review tutto sommato normale non allucinante ma intanto si puo’ iniziare.

  • re.vaini@virgilio.it 9 marzo 2018

    Giulio bevi meno e quando sarai savio, semmai l’ascolterò.

  • fulviocal@libero.it 9 marzo 2018

    Il dott ,Pietro Benigni, esprime idee che non condivido !
    Poichè come dice, l’Italia non può contare solo sull’esportazione, ma ovviamente sulla domanda interna, mi sembra del tutto evidente che solo l’abbassamento delle tasse con la flat tax può incentivare l’impresa a soluzioni di investimento e all’assunzione ! Questo credo sia conveniente per l’imprenditore. Non serve l’assistenzialismo serve la dignità del lavoro, e solo il lavoro consente alle famiglie italiane prospettive di sicurezza e di maggior benessere che non viene da un reddito di cittadinanza ! Per quanto dice, non capisca l’impossibilità ai due schieramenti di collaborare..bèh..mi sembra invece molto comprensibile !… Le dinamiche politiche hanno la sua logica !!!

  • sergio la terza 9 marzo 2018

    Il dr.pensa a giustificare il malfattori. A PORTA a porta lo stesso imbroglione ha dichiarato che prima dei due anni nulla si poteva fare,però i voti li ha presi.finisca di fare il pagliaccio e renda una dichiarazione pubblica.

  • mario@libero.it 9 marzo 2018

    Egregio Dr. Pietro Benigni, Lei non si rende conto che la propaganda Grillina sul reddito di Cittadinanza è il volere mortificare tanti giovani che nella disperazione totale a causa dei governi precedenti tutti di sinistra ( vedi Regioni governato dalla Sinistra nel Sud: Sicilia fino a tre mesi fa governava Cropcetta/PD, Emiliano in Puglia PD, Calabria PD, Campania PD con De Luca il Papà del candidato che chiedeva le tangenti per le discariche a Napoli/Caserta terra dei fuochi, ed altre Regioni del Sud in Generale,che hanno massacrato anche la speranza di trovare un posto di lavoro per potere realizzare il proprio sogno della vita avere un reddito , un salario per avere quella dignità che gli è stata scippata da decenni di malgoverno e di malaffare.
    Abbassare le tasse alle imprese affinché vengono assunti più giovani attraverso lo sgravio contributivo, eliminare le tasse sul costo del lavoro per almeno 6 anni, aumentare le pensioni minime a 1000 euro e le pensioni di invalidità che da 270 euro al mese devo essere dignitose per chi soffre ad almeno 800 euro al mese. Eliminare la legge Fornero che ha creato le condizioni che a lavorare resteranno ancora fino a 70 anni i dipendenti pubblici e privati senza possibilità alcuna di assumere giovani e formarli come si deve dato che i cosiddetti “vecchi” che ancora stanno al lavoro sia nel pubblico che nel privato per talune aziende e enti pubblici sono delle vere e proprie zavorre perché non in linea con le nuove tecnologie nella Pubblica Amministrazione dato che la memoria non è più fresca come quella di un giovane. Per non parlare dei tantissimi lavori usuranti che vanno accompagnata con effetto immediato alla pensione a 60/65 anni di età con qualsiasi contributo versato. Azzerare tutti gli Enti, Società di Stato che con in CdA inutili creano solo debito allo Stato. Dare sicurezza a tutti i Cittadini nelle Città dove la criminalità imperversa e attraverso lo spaccio, gli scippi le violenze i Cittadini onesti non ne possono più.
    Si ci può sedere con i Grillini attraverso la realizzazione di 4/5 punti programmatici quale il lavoro, l’abbassamento delle tasse, l’abolizione dei vitalizi, il reddito minimo garantito per quelle persone che sono rimaste indietro attraverso la chiusura ingiustificata di molte aziende che delocalizzano all’Estero dato che le tasse sono molto più basse in altri paesi Europei ecc. ecc. ecc.

  • giulioarditi@libero.it 9 marzo 2018

    Se Gasparri girasse per l’Italia si renderebbe conto di quanta gente oramai vive in condizioni subumane e quanti in condizioni comunque crtiche: un reddito di cittadinanza o di inclusione è un elemento di civiltà, ma anche uno stimolo all’economia, perché darebbe il via all’acquisto di generi di prima necessità, in buona parte made in Italy (ad es. alimenti), mentre la flat tax si tradurrebbe nel fatto che le classi dirigenziali utilizzerebbero il dimezzamento delle tasse per comprare azioni, così ulteriormente arricchendo la finanza ai danni dell’economia. Per far posti di lavoro serve rottamare manager bancarottieri, fermare l’imponente trasferimento di tecnologia verso Paesi asiatici.

  • foti.l@libero.it 9 marzo 2018

    Condivido quanto scritto dal Dr. Benigni

  • foti.l@libero.it 9 marzo 2018

    Gasparri non ha ancora capito che in democrazia….il vincitore è l’espressione della maggioranza. Inutile l’arroganza e la diffamazione… Deve tornare alla realtà e confrontarsi con il mondo reale.

  • benpiero@alice.it 9 marzo 2018

    Gasparri esprime idee che non condivido.
    Non tiene presente che:
    1)nel programma dei grillini il reddito di cittadinanza deve trovare copertura nella riduzione delle spese inutili che in Italia abbondano, e dalla eliminazione della corruzione,
    2) i popoli devono convivere pacificamente non solo sul piano militare ma anche sul piano economico e produttivo e quindi l’Italia non può e non deve contare sempre sulle esportazioni, deve poter contare anche sulla domanda interna e quindi tutte le misure finalizzate al sostegno della domanda interna non sono da scartare ivi incluso il reddito di cittadinanza, che quindi conviene anche agli imprenditori italiani,
    3) la domanda interna si basa soprattutto sulle prospettive di sicurezza economica; se lo Stato promette ai cittadini italiani svantaggiati l’assistenza e l’appoggio che adesso non hanno, se ne avvantaggia la propensione delle famiglie al consumo, la domanda interna e quindi anche la produzione interna;
    4) la riqualificazione professionale dei licenziati è un punto dolente che nessun partito sinora sembra aver affrontato sinora, quindi la posizione dei grillini è all’avanguardia anche sul piano sociale oltre che economico.
    In sintesi la posizione dei grillini mi sembra attualissima e in linea con quanto avviene in USA (protezione dei cittadini sul piano economico oltre che militare) e in linea con quanto sostenuto dalla destra: gli italiani prima di tutto. Non capisco perché i due schieramenti non possano collaborare.