Gasparri “chiude” dalla signora Liliana: «La destra o è tradizione o non è»

Chiusura di campagna elettorale all’insegna della tradizione per Maurizio Gasparri, perché «la destra o è tradizione o non è». Una citazione di Giorgio Almirante che, quando parlava del Msi, “la” destra, ricordava che o era in un certo modo o non esisteva: «O è coraggio o non è, o è libertà o non è, o è nazione o non è, o è Europa o non è, o è sociale o non è». «O è tradizione o non è».

«La destra o è tradizione o non è»

Ed è stato proprio con un omaggio ad Almirante e al modo di essere della destra che Gasparri ha voluto salutare gli elettori prima del silenzio elettorale. «Giorgio Almirante, dopo l’ultimo comizio, amava chiudere le campagne elettorali a Canepina, in provincia di Viterbo, mangiando un piatto tipico, il fieno, a casa della signora Liliana Pesciaroli. Questa sera, dopo aver chiuso la nostra campagna elettorale, siamo qui con la signora Liliana per onorare la tradizione», ha rivelato il senatore azzurro, postando sui suoi social la foto insieme alla signora Liliana e alla sua famiglia, davanti a una tavola imbandita. Nello stesso post Gasparri ha pubblicato anche una foto d’epoca di Almirante seduto a tavola, mentre la signora Liliana è intenta a servigli il “fieno”. Il segretario del Msi sorride compiaciuto, mentre alle sue spalle si vede la stessa consolle, sormontata dallo stesso specchio, che si vede dietro Gasparri e la famiglia Pesciaroli nella foto di oggi. Anche così, con una immagine semplice e con il rispetto di una tradizione dal sapore familiare, si può insomma raccontare una storia che continua e che preserva valori antichi, anche se cambiano i tempi e la politica si declina in nuovi modi e nuovi strumenti di comunicazione.

L’appello di Gasparri: «Vogliate bene all’Italia, dateci fiducia»

«Noi siamo quelli con le mani pulite e le scarpe sporche. Mani pulite, perché l’onestà l’abbiamo sempre praticata, mentre altri la predicano e basta. Scarpe sporche, perché giriamo i territori da sempre, mentre altri conoscono solo salotti o blog. Ed è con queste mani e con queste scarpe che abbiamo affrontato anche questa campagna elettorale: girando paese per paese, incontrando l’Italia vera, quella di provincia che si spezza la schiena di lavoro, ma non fa notizia. Insomma abbiamo fatto quello che facciamo da sempre: ascoltare, confrontarci, assumerci responsabilità», aveva scritto poco prima il senatore azzurro. «E adesso che anche questa campagna si conclude, non mi resta che darvi un ultimo spunto di riflessione: Renzi è stato una cometa. Aveva illuso tanti, ma alla fine ha deluso tutti. I 5 Stelle dicevano di essere gli unici in grado di salvare l’Italia, ma sono travolti dagli scandali e stanno rovinando tutte le città che amministrano. Noi, invece, c’eravamo, ci siamo e ci saremo. Determinati. Onesti. Competenti. Noi siamo quelli Doc. Gli altri sono delle imitazioni. Vogliate bene all’Italia, dateci fiducia. E anche questa volta non vi deluderemo. Adesso tocca a voi», è stata la conclusione dell’appello al voto di Gasparri, che ha scelto di salutare gli elettori come si salutano gli amici firmandosi col solo nome di battesimo e con «un abbraccio».

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