Gasparri “chiude” dalla signora Liliana: «La destra o è tradizione o non è»

sabato 3 marzo 20:15 - DI Viola Longo

Chiusura di campagna elettorale all’insegna della tradizione per Maurizio Gasparri, perché «la destra o è tradizione o non è». Una citazione di Giorgio Almirante che, quando parlava del Msi, “la” destra, ricordava che o era in un certo modo o non esisteva: «O è coraggio o non è, o è libertà o non è, o è nazione o non è, o è Europa o non è, o è sociale o non è». «O è tradizione o non è».

«La destra o è tradizione o non è»

Ed è stato proprio con un omaggio ad Almirante e al modo di essere della destra che Gasparri ha voluto salutare gli elettori prima del silenzio elettorale. «Giorgio Almirante, dopo l’ultimo comizio, amava chiudere le campagne elettorali a Canepina, in provincia di Viterbo, mangiando un piatto tipico, il fieno, a casa della signora Liliana Pesciaroli. Questa sera, dopo aver chiuso la nostra campagna elettorale, siamo qui con la signora Liliana per onorare la tradizione», ha rivelato il senatore azzurro, postando sui suoi social la foto insieme alla signora Liliana e alla sua famiglia, davanti a una tavola imbandita. Nello stesso post Gasparri ha pubblicato anche una foto d’epoca di Almirante seduto a tavola, mentre la signora Liliana è intenta a servigli il “fieno”. Il segretario del Msi sorride compiaciuto, mentre alle sue spalle si vede la stessa consolle, sormontata dallo stesso specchio, che si vede dietro Gasparri e la famiglia Pesciaroli nella foto di oggi. Anche così, con una immagine semplice e con il rispetto di una tradizione dal sapore familiare, si può insomma raccontare una storia che continua e che preserva valori antichi, anche se cambiano i tempi e la politica si declina in nuovi modi e nuovi strumenti di comunicazione.

L’appello di Gasparri: «Vogliate bene all’Italia, dateci fiducia»

«Noi siamo quelli con le mani pulite e le scarpe sporche. Mani pulite, perché l’onestà l’abbiamo sempre praticata, mentre altri la predicano e basta. Scarpe sporche, perché giriamo i territori da sempre, mentre altri conoscono solo salotti o blog. Ed è con queste mani e con queste scarpe che abbiamo affrontato anche questa campagna elettorale: girando paese per paese, incontrando l’Italia vera, quella di provincia che si spezza la schiena di lavoro, ma non fa notizia. Insomma abbiamo fatto quello che facciamo da sempre: ascoltare, confrontarci, assumerci responsabilità», aveva scritto poco prima il senatore azzurro. «E adesso che anche questa campagna si conclude, non mi resta che darvi un ultimo spunto di riflessione: Renzi è stato una cometa. Aveva illuso tanti, ma alla fine ha deluso tutti. I 5 Stelle dicevano di essere gli unici in grado di salvare l’Italia, ma sono travolti dagli scandali e stanno rovinando tutte le città che amministrano. Noi, invece, c’eravamo, ci siamo e ci saremo. Determinati. Onesti. Competenti. Noi siamo quelli Doc. Gli altri sono delle imitazioni. Vogliate bene all’Italia, dateci fiducia. E anche questa volta non vi deluderemo. Adesso tocca a voi», è stata la conclusione dell’appello al voto di Gasparri, che ha scelto di salutare gli elettori come si salutano gli amici firmandosi col solo nome di battesimo e con «un abbraccio».

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Commenti

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  • Carlodalo@gmail.com 4 marzo 2018

    Gasparri oggi ti sei scordato di Luigi Di Maio

  • mariosmanca35@gmail.com 4 marzo 2018

    Carlo Fulco, eaglerider e rocco. Non basatevi sulle apparenze. A parte l’esperienza disastrosa di AN (in primis dell’ex-presidente della Camera Fini), Gasparri e la Meloni collaborano bene con Berlusconi e Salvini. L’importante è rimandare a casa loro i signori Boldrini-Sgualdrini, Grasso (di nome e di fatto), Gentiloni, Renzi, D’Alema & C. Questo per chiudere definitivamente con quella pagliacciata dello “jus soli” e ridimensionare il signore bianco-vestito che sta in Vaticano.
    Mario Salvatore Manca

  • fulco.carlo@libero.it 3 marzo 2018

    Da Almirante a Berlusconi. Gasparri è come il gambero che fa passi indietro. Fra l’altro Berluconi, oltre ad ammettere di essere antifascista, si dichiara di cento o a massimo di centro-destra. Per cui non vedo perché Gasparri e altri esponenti del MSI (non dico di AN, che è stata un’esperienza disastrosa) debbano ancora militare in Forza Italia, quando c’è un partito di destra come Fratelli d’Italia (con un capo politico “con gli attrbuti”) che raccoglie l’eredità del MSI e, quindi, di Almirante. Forse è solo un problema di “poltrone?

    • stefano_risso@libero.it 4 marzo 2018

      non è il momento di polemica VIVA L’ITALIA CAMERATI

  • 3 marzo 2018

    Eaglerider, concordo in pieno con il tuo pensiero, anche se il nostro cuore batte a destra…..non abbiamo mica l’anello al naso, la destra è o non è……e quelli di oggi mi sembrano tutti dalla meloni passando per gasparri tanti vini annaquati.

  • 3 marzo 2018

    Era Giorgio Almirante con la Fiamma Tricolore. Tu, caro Gasparri, sei ancora tricolore ma la tua Fiamma si è spenta all’ombra della bandiera forzista. Hai cavalcato il potere e ci sei riuscito ma lascia stare le icone che non ti appartengono più ! Grazie !