Gas nervino nella valigia della figlia Yulia per avvelenare l’ex-spia Sergei Skripal

L’agente nervino di tipo Novichok che ha avvelenato l’ex-spia russa Sergei Skripal e la figlia Yulia era stato messo nella valigia di Yulia prima della sua partenza da Mosca per andare a trovare il padre a Salisbury, dove l’ex-007 viveva, come di consueto in coincidenza con l’anniversario della morte della madre.
E’ il Daily Telegraph a svelare la clamorosa svolta nelle indagini, sull’avvelenamento di Sergei Skripal e della figlia Yulia, citando fonti dell’intelligence britannica. Della sostanza tossica sarebbe stato impregnato un indumento o un flacone, oppure sarebbe stata contenuta in un regalo per il padre aperto all’arrivo nella sua casa di Salisbury.

Gli agenti nervini di tipo Novichok sono di quarta generazione, cioè estremamente più evoluti e pericolosi della generazione precedente e sono stati progettati in Russia con tre obiettivi principali: non essere tracciabili con i metodi chimici standard di rilevamento delle armi chimiche previsti dalle procedure Nato, passare anche attraverso gli abiti di protezione chimica della Nato e, contestualmente, essere sicuri da maneggiare e da stoccare. Furono sviluppati nell’impianto chimico di Pavlodarskche oggi si trova in territorio kazakho, nell’ambito del programma sovietico “Foliant”, avviato per creare riguardante la creazione di nuovi insetticidi e agenti nervini che fossero in grado di sfuggire alle contromisure dell’epoca.

Nelle persone intossicate dagli agenti nervini di quarta generazione avviene la contrazione involontaria di tutti i muscoli, contrazione che porta all’arresto respiratorio e cardiaco, e, infine alla morte.

La creazione di agenti nervini di terza e, poi, quarta generazione da parte della Russia fu svelata ad iniziare dal 1992 dal chimico Vil Mirzayanov.

Intanto, le contromisure della Russia in risposta alle azioni annunciate da Theresa May dopo l’avvelenamento di Sergei Skripal e della figlia Yulia – fra cui l’espulsione di 23 diplomatici – «sono attese in ogni momento, non ci metteranno molto ad arrivare», ha anticipato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, precisando che «tutte le misure saranno pensate con attenzione e rispetteranno gli interessi di Mosca».

Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha confermato che fra le misure adottate ci sarà l’espulsione di diplomatici britannici in missione in Russia.