Gallarate, il sindaco paga il treno ai migranti di tasca sua: «Andate da Sala»

giovedì 22 marzo 12:48 - DI Federica Argento

Gallarate, Bresso, Milano. Una triangolazione complessa a cui  Andrea Cassani, sindaco di Gallarate ha fornito una soluzione, definita “provocatoria” dal sindaco di Milano Sala, ma almeno efficace, di fronte alle chiacchiere e al vuoto normativo che caratterizza il caso di un gruppo di migranti a cui nessuno sa o ha saputo dare una soluzione. Cassani ha preso 180 euro dal suo portafogli e li ha dati a dodici migranti per spedirli dal paese di cui è sindaco, Gallarate, in provincia di Varese, a Milano. «Andate dal sindaco Sala». Il sindaco ha così dato una risposta polemica ai professionisti dell’accoglienza. La decisione è nata quando, dal centro migranti in  chiusura a Gallarate i circa 60 ospiti  sono stati trasferiti al centro di accoglienza di Bresso, nel milanese, che già ospita centinaia di persone. Di questi 60, dodici – a cui non era stata concessa la richiesta di asilo – sono rimasti fuori e il sindaco Cassani per dirimere la questione ha dato loro 180 euro, quindici a testa, per comperare un biglietto di treno destinazione Milano. Altri soldi sono arrivati nelle loro tasche da Kb srl, che gestisce il centro di Gallarate che è ora in chiusura. Naturalmente la vicenda  ha scatenato le proteste di Milano, da dove è intervenuto l’assessore alle Politiche Sociali Pierfrancesco Majorino, che in un post su Facebook ha scritto: «È una modalità allucinante. E il sistema nazionale va rifatto». L’assessore ha subito invocato l’intervento della Prefettura: da Milano la palla ora passa a Varese.

Una vicenda complessa

Questa vicenda che sta fornendo l’alibi per mettere in croce il sindaco leghista di Gallarate è invece piuttosto complessa. I gambiani sembrano finiti in una sorta di vuoto normativo ( come ricostruisce La Provincia). «Accade infatti a Varese che centinaia di richiedenti asilo debbano essere sistemati perché la società che gestisce anche il centro di accoglienza straordinaria di Gallarate non ha partecipato all’ultimo bando. Fra i 500 circa, i 12 hanno un valido permesso di soggiorno, ma sono stati esclusi dai programmi di accoglienza dal momento che – leggiamo sul quotidiano locale –  sarebbero stati protagonisti della mega rissa su basi etniche che è scoppiata nel centro di via Ranchet. «Al momento dell’accredito, dodici persone sono rimaste a piedi» spiega infatti il sindaco Cassani. «Queste persone erano contente di andare via, poi hanno spiegato loro che non potevano né stare lì né andare in altro centro. Erano senza cibo, a spasso, senza pocket money. Io mi sono offerto di dare loro aiuto. Milano la vedono come una città che offre più occasioni di Gallarate. Io mi sono offerto di contribuire». Una soluzione pratica e sbrigativa trovata da Cassani è sempre meglio del nulla offerto da chi fa solo chiacchiere e ipocrisia. Repubblica ha riportato la reazione dell’assessore  Majorino: «Mi viene la tentazione di pagare il biglietto a 2000 profughi e mandarglieli a Gallarate – ha detto in maniera sconsiderata l’assessore – così poi vediamo come finisce». Ma Cassani affonda: «Mi stupisce. Loro non vogliono tornare, volevano arrivare a Milano e l’avrebbero fatto comunque. Io sono a posto con la coscienza». Insomma, anche il sindaco Sala si sfila dalla faccenda?

 

Commenti

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  • clamor@vodafone.it 23 marzo 2018

    Ma Sala non aveva partecipato alle manifestazioni pro accoglienza ? Ha fatto bene Cassani a sondare la coerenza dei sinistri. Nonostante la batosta elettorale, al PD ci credono ancora che erano in possesso della bacchetta magica per risolvere il problema immigrazione e si è visto, eccome ! Hanno solo saputo portare profughi senza una minima organizzazione su come, quanti e dove, obbligando gli altri, normalmente gli enti locali, a prendersene cura. Soldi dati alle loro amiche Coop e senza un minimo controllo e rendiconto amministrativo. Solo avvicinandosi le elezioni si sono accorti del malumore delle gente e hanno rattoppato alla meglio col ministro Minniti.

  • maurocollavini@libero.it 23 marzo 2018

    Cari sindaci, ve li siete presi, d’accordo con la politica migratoria del PD bene adesso sbrigatevela. Sono tutti c**** vostri, della vostra incapacità, della vostra assurda bonaggine nell’essere bravi, buoni cattolici etc. a spese del popolo o cittadinanza. La musica è cambiata, c’è un nuovo esecutivo che si va formando per niente disposto a fare scelte sulle spalle del popolo, per cui sbrigatevela tra di voi

  • albertozorli@alice.it 23 marzo 2018

    BRAVO SINDACO TUTTI A MILANO DA SALA