Fico taglia l’indennità: guadagnerà “solo” 12mila euro al mese. Come la Boldrini…

Dopo la passerella sull’autobus di Roma, al termine della quale – nonostante le foto “opportunity” scattate casualmente da qualche fotografo – s’è ritrovato nella bufera per la divulgazione delle sue spese nei trasporti (quasi tutte con taxi…), oggi per Roberto Fico è stata la volta della più classica delle mosse grilline, l’annuncio anti-casta sulla rinuncia ai privilegi. «Ho rinunciato totalmente e con effetto immediato – scrive sulla sua pagina Facebook il neopresidente della Camera – all’indennità di carica che mi spetterebbe come presidente della Camera dei deputati… prima di chiedere qualcosa agli altri, bisogna chiederlo  innanzitutto a se stessi, per questo rinuncio allo stipendio aggiuntivo di 4.668,45 euro al mese a cui avrei avuto diritto in virtù del mio incarico…”. Bene, bravo, bis, E Fico spara una cifra, un cifrone: 280.000 euro di risorse pubbliche risparmiate. Ma per l’intera legislatura: parliamo di cinque, potenziali anni, al lordo, peraltro tutti da verificare. In un anno, siamo intorno ai 70-80mila euro di risparmi. Un buon esempio, certo, ma già negli anni scorsi sia la Boldrini che Grasso avevano annunciato tagli ai propri stipendi che non gli avevano impedito di presentare dichiarazioni dei redditi non proprio da poveracci (144.883 euro annui per la presidente,  340mila per il presidente). 

Quello che Fico non dice, però, è quanto gli resterà in tasca dopo la “rinuncia”: con un calcolo approssimativo ma realistico dobbiamo ricordare che al presidente della Camera, al netto dell’indennità di fine mandato, va un’indennità parlamentare di circa 5 mila euro al mese per 12 mensilità (60mila euro annue), la diaria quotidiana per le spese di soggiorno a Roma, (3.503,11 euro al mese, 42mila euro l’anno), il rimborso spese per l’esercizio del mandato (circa 3.500 euro, per un totale di oltre 40mila euro, l’indennità d’ufficio di quasi  4.500 euro (alla quale Fico ha rinunciato) per un totale di oltre 16.000 euro al mese, 190mila e passa euro netti l’anno.

Dunque, a Fico, dopo la lettera di rinuncia alla imdennità da 4.668 euro, in nome della trasparenza, della lotta ai privilegi, della battaglia contro la casta e della conquista di un posto sotto il predellino dell’autobus, col biglietto alla mano, andranno qusi 12mila euro al mese, per oltre 140mila euro l’anno. Ovvero quanto dichiarava, lo scorso anno, la tanto odiata (dai grillini…) Laura Boldrini.