Facebook, allarme privacy anche in Italia: la Procura apre un’inchiesta

venerdì 23 marzo 11:58 - di Luciana Delli Colli

La Procura di Roma ha aperto un’indagine, al momento senza indagati o ipotesi di reato, sull’esposto presentato dal Codacons in relazione allo scandalo “Datagate” e il possibile coinvolgimento degli utenti italiani iscritti a Facebook. Il fascicolo è affidato al procuratore aggiunto Angelo Antonio Raganelli, titolare dei reati informatici e relativi alla privacy. Nell’esposto del Codacons si chiede alla magistratura di indagare su «possibili fattispecie previste dall’Art. 167. Del Codice della Privacy (Trattamento illecito di dati) e dall’art. 169. (Misure di sicurezza)».

L’Ue invoca regole per i social network

Il caso della società britannica Cambridge Analytica, ieri, è stato discusso anche al Consiglio europeo, dopo che il Parlamento Ue, come fatto anche da quello britannico, ha convocato Mark Zuckerberg per avere spiegazioni. «È chiaro a tutti i leader che la privacy dei cittadini e i dati personali dei cittadini devono essere protetti in pieno. Prendiamo questa cosa molto seriamente», ha commentato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. Sull’argomento è tornato, poi, anche il presidente del Parlamento Ue, Antonio Tajani, ricordando che la convocazione del fondatore di Facebook è stata dettata alla volontà di «prevenire anche eventuali distorsioni nell’uso dei dati, magari nel corso della campagna elettorale per le europee del prossimo anno». «Servono regole in questo mondo: come esistono per le tv, le radio e i giornali, anche i grandi social network devono rispettare delle regole a garanzia della libertà di tutti quanti», ha aggiunto Tajani, aggiungendo che «è inammissibile che si possano mettere in circolazione video pornografici, che si possano chiamare a raccolta dei terroristi, che si cerchino di arruolare killer».

Lo scandalo Facebook sotto inchiesta in Israele

E un’inchiesta sull’uso improprio di dati personali di milioni di utenti da parte della Cambridge Analytica è stata aperta anche in Israele. In una dichiarazione il ministero della Giustizia israeliano ha reso noto di aver già informato il social network dell’apertura di una «indagine amministrativa a seguito delle notizie sul trasferimento di dati personali di Facebook a favore di Cambridge Analytica e sulla possibilità di ulteriori violazioni delle informazioni personali degli israeliani». «Secondo le leggi sulla privacy, le informazioni personali possono essere utilizzate solo per lo scopo per cui sono state assegnate e possono essere trasferite a un’altra parte solo con il consenso degli interessati», si legge in una dichiarazione dell’agenzia israeliana per la tutela della privacy.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *