«Ecco i fascisti da colpire»: gli antagonisti danno nomi, cognomi e indirizzi

«Si levino di torno, o li leveremo noi». La minaccia, neppure troppo velata, è contenuta nel blog antagonista «Emilia Antifascista», dal sottotitolo «Making Emilia Red Again». Come rendere l’Emilia di nuovo rossa? Facile, con l’intimidazione, con la violenza. La cosa grave è che gli stessi centri sociali hanno diffuso un dettagliato dossier con nomi, cognomi, indirizzi e movimenti di tutte le realtà di destra tra Modena, Reggio Emilia, Carpi e Bologna. Un vero e proprio elenco di  parlamentari, consiglieri comunali e normali cittadini. La notizia è stata diffusa dal Giornale. Il metodo non è cambiato dai tempi in cui i giornali dell’ultrasinistra pubblicavano l’indirizzario completo dei fascisti da colpire, addirittura corredato da foto.  Oltre 10mila nomi e foto. Oggi gli “eredi” antagonisti stanno usando lo stesso metodo, fornendo  «descrizioni sulle attività non solo di gruppi di estrema destra come Forza Nuova e CasaPound. Ma anche di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e associazioni studentesche varie. L’obiettivo? Creare una «mobilitazione sempre più partecipata contro la presenza neofascista» in Emilia. Un’azione violenta a 360 gradi che prevede la realizzazione di «azioni violente che si possono ritenere giuste a livello strategico», si legge nel blog. Un’istigazione alla violenza.

Ecco chi c’è, tra gli altri, in questo elenco: a Modena finisce nel mirino una palestra (con tanto di indirizzo) colpevole di organizzare allenamenti collettivi. A Reggio Emilia nel mirino troviamo una sede in centro di Gioventù nazionale, sezione giovanile di Fratelli d’Italia: le indicazioni precise per trovarla in città sono precise. 

Esponenti di FdI, FI e Lega,
i “fascisti” nel mirino

Ma il dossier su Bologna è raccapricciante, segnala il Giornale. «Dettagliato, informato, potenzialmente esplosivo. L’ultimo aggiornamento, la «versione 3.0», risale a tre giorni fa. L’elenco riguarda tutto quello che «se non è antifascista, allora è fascista»: si va dai partiti di centro a Lealtà e azione, passando per parlamentari neoeletti come Galeazzo Bignami (Forza Italia) e Lucia Borgonzoni (Lega Nord)». Siamo alla follia, una follia lucida, però, pronta ad esplodere nelle mani di qualcuno fuori di testa. «È un indice minaccioso – spiega Bignami al quotidiano milanese -. Queste persone non fanno una lista con nomi e indirizzi a scopo informativo. Ti puntano il mirino addosso, è un elenco di obiettivi che poi qualche esagitato usa per colpirci fisicamente». Come già successo. Bignami non è uno qualunque, avendo  subito 18 aggressioni fisiche. Come ricorddiamo, a Bologna  la galassia anarchica ha fatto esplodere due bombe molotov di fronte alla sede di Azione universitaria, associazione studentesca di centrodestra vicina alle posizioni di Forza Italia. Ecco i frutti perversi e avvelenati della battaglia “antifascista. «A Bologna il clima intimidatorio è una realtà con la quale conviviamo», commenta Marco Lisei, capogruppo di Fi in consiglio comunale e anche lui nello schedario delle persone da colpire. Il dossier segnala, infine, anche i luoghi di incontro e di aggregazione delle persone da colpire.