Ecco com’è morta Pamela: accoltellata al torace con una lama e scuoiata

Emergono nuovi particolari sulla morte di Pamela Mastropietro. «Due colpi di arma da punta e taglio penetrati alla base del torace a destra quando la vittima era ancora in vita». Così è morta la diciottenne secondo le valutazioni medico legali preliminari e tossicologiche. La ragazza sarebbe stata uccisa nell’appartamento di via Spalato a Macerata con un’arma «monotagliente», e con «due distinti attingimenti» che hanno raggiunto il fegato. Secondo i medici legali, Mariano Cingolani e Rino Froldi, Pamela è morta il 30 gennaio a Macerata tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio fino alle 17. Le prime risultanze dell’autopsia, disposta dal procuratore di Macerata Giovanni Giorgio e dal pm Stefania Ciccioli,  chiariscono l’eventuale ruolo e responsabilità dei quattro indagati nigeriani nell’uccisione e nello scempio del cadavere della giovane.

Omicidio di Pamela, il corpo è stato scuoiato

Saranno decisivi i risultati degli esami del Ris dei carabinieri sulle impronte trovate nella casa e sugli indumenti, oltre alla tracciatura precisa dei telefoni, a chiarire il contributo di ogni indagato. Come ricostruisce il Messaggero, i medici legali confermano l’assunzione di eroina per via venosa da parte di Pamela che tuttavia non le avrebbe causato un’overdose. L’esame del corpo ha trovato molte «interferenze» per il modo in cui il cadavere è stato smembrato, in parte scuoiato e lavato in maniera accurata «anche nelle regioni genitali», in maniera tale da non lasciare segni di liquidi biologici che sarebbero stati preziosi per capire causa e dinamica della morte.