È morta Nausicaa Policicchio: donna e artista unica. Militante appassionata (video)

Voce unica, un talento innato e sapientemente custodito. Un’eleganza avvolgente che la rendeva protagonista assoluta della scena.  E un’anima trasparente che seduceva chiunque incrociasse il suo sguardo. Nausicaa Policicchio non c’è più. Il soprano è morta il 27 marzo  nella sua casa romana per una malattia che ha voluto tenere caparbiamente segreta anche agli amici più cari, vivendo nell’apparente normalità fino all’ultimo respiro. Mai una smorfia, una lamentela, un disappunto. Bella, solare, tenace,  Nausicaa Policicchio era un’artista di fama internazionale e una donna di straordinaria umanità. Sposata con il direttore d’orchestra Nicola Colabianchi, una corrispondenza di amorosi sensi sulla scena e nella vita, Nausicaa ha “esportato”  nel mondo la tradizione del bel canto italiano e la sua fede ostinata nel riscatto nazionale e  popolare. Il soprano che incantava con la sua ugola ha sempre unito all’amore per la lirica una fortissima passione politica, testimoniata dalla militanza giovanissima a destra, negli anni bui della contrapposizione frontale e del piombo. Dal Fuan di via Siena passando per le organizzazioni giovanili dell’epoca, poi nel Msi, in Alleanza nazionale fino all’adesione a Fratelli d’Italia nel 2013.

Nausicaa Policicchio, artista e militante speciale

Esponente di talento del repertorio drammatico e lirico, vincitrice del Concorso Voci Verdiane e del concorso lirico Mattia Battistini, Nausicaa debutta nel ruolo di Lady Macbeth nel Macbeth di Verdi con la regia di Franca Valeri. Tantissimi i ruoli interpretati e gli applausi ricevuti nel corso della sua esistenza vissuta a perdifiato dividendosi con rara maestria tra il ruolo di artista, moglie e madre dolcissima di Crescenzio, ragazzo speciale cresciuto tra violini, spartiti e valori inossidabili. Vietato conoscere la sua età, Nausicaa la teneva nascosta come ha fatto con il suo male incurabile. Tra le esibizioni più significative quella al Teatro nazionale di Kiev  per le celebrazioni del Centenario Verdiano in rappresentanza del Teatro dell’Opera di Roma. E ancora al Teatro Verdi di Salerno e nei teatri di mezzo mondo (Canada, Germania, Svizzera, Perù, Moldavia, Ucraina, Taiwan). Vastissimo il repertorio nel quale Nausicaa si cimentava con grande professionalità e uno stile inimitabile: dalla Turandot di Puccini a Manon in Manon Lescaut, da Santuzza in Cavalleria Rusticana  a Madame Butterfly. Indimenticabile la rappresentazione di Narda ne Il Mago di Colabianchi al Teatro Brancaccio di Roma, in prima mondiale.

Da Verdi alla Musica Alternativa

Nausicaa (già docente al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e titolare della cattedra di Canto presso il Conservatorio di Santa Cecilia a Roma dove ha insegnato fino a pochi giorni fa) è stata anche Salome nella Salome di Strauss al Teatro dell’Opera di Tirana. La sua voce si è arrampicata per anni e anni sulle note di Strauss, Wagner, Mozart, Mascagni, Puccini. La straordinaria carriera di Nausicaa tocca il culmine con il concerto per Papa Francesco alla Sala Nervi  in Vaticano, nel quale ha interpretato tre celebri arie verdiane (Madre pietosa VergineLa Vergine degli angeli,  da La Forza del destino e Ave Maria da Otello) davanti a 8000 spettatori, in diretta televisiva Rai. Impareggiabile la sua Tosca all’Anfiteatro del Vittoriale di Gabriele D’Annunzio che la critica ha definito «un capolavoro di stile e di misura. Una delle più interessanti e complete interpretazioni degli ultimi anni».

A Trieste cantò l’Inno di Mameli al congresso di FdI

Non solo teatri prestigiosi e grandi eventi internazionali, Nausicaa ha prestato la sua voce a decine e decine di iniziative politiche e sociali nelle quali credeva senza risparmiarsi. Passava dagli abiti di scena impreziositi dalla sua straordinaria presenza ai tailleur sportivi con i quali si presentava per cantare (tenendo a freno il talento per non far sfigurare gli “altri”) l’Inno d’Italia o le canzoni del repertorio della Musica Alternativa. Dalla Turandot a Piccolo Attila da Madame Butterfly al Domani appartiene a Noi.  Sempre presente nelle occasioni importanti: silenziosa, in fila con i suoi “fratelli” per i viali del Verano a ricordare i patrioti caduti o a “banchettare” con gli amici di sempre al Solstizio d’inverno. Lo scorso dicembre al congresso di Fratelli d’Italia, già molto provata dalla malattia, Nausicaa non volle rinunciare a salire sul palco per intonare l’Inno di Mameli. Niente e nessuno riusciva a fermarla e lei sfidò la bora triestina e le precarie condizioni di salute pur di esserci a ogni costo. A Dio Nausicaa, amica nostra.

L’ultimo saluto a Nausicaa Policicchio, una grande artista e una grande italiana, si terrà il 29 marzo alle ore 12 presso la Chiesa di Sant’Eugenio in viale delle Belle Arti a Roma.