Droga e video pedofili, bufera in Vaticano: condannato l’usciere pontificio

La versione non ha retto alle evidenze presentate.  L‘usciere del Pontificio Consiglio della Cultura, Ostilio Del Balzo,  arrestato a settembre a Borgo Santo Spirito è stato condannato a 3 anni. Lui aveva raccontato di avere lasciato la macchina aperta per una svista e che qualcuno vi aveva nascosto dentro cocaina e video pedopornografici.  L’uomo però è stato condannato a 3 anni di reclusione. Le dichiarazioni di Del Balzo non sono state sufficienti per il giudice che non ha creduto nella sua innocenza e ora si indaga, invece, su quali potessero essere i destinatari della droga e dei video.

Il primo settembre dello scorso anno, Del Balzo, fu fermato per un semplice controllo dai carabinieri della stazione di San Pietro. Lì la scoperta dei militari: nella macchina dell’allora usciere Vaticano c’era «una pochette viola con strisce bianche nel cui interno rinvenivano una busta con trenta involucri termosaldati di cocaina per un peso complessivo di quindici grammi e cinque mini pen-drive aventi tutte lo stesso contenuto», ovvero filmati di pornografia minorile.  Questo aveva spinto il gip Daniela Caramico D’Auria a scrivere nell’ordinanza: «Il materiale è chiaramente detenuto a fini di cessione a terzi».  L’uomo dopo il fermo si era lamentato di essere controllato con insolita frequenza e ha aggiunto: «Appartengo alla segreteria dello Stato Vaticano. Velocizziamo i controlli perché ho delle faccende improrogabili da sbrigare». Ora le indagini sono rivolte ad individuare le persone del giro di smercio di Del Balzo. «Non si può ignorare che vi sia concreta possibilità che tale materiale fosse destinato a circolare in ambienti ecclesiastici a contatto anche con minori in situazioni di minorata difesa», così aveva ipotizzato il magistrato che si è occupato del caso.