Diliberto: io sempre comunista, ma abbiamo il dovere di scomparire

sabato 31 marzo 12:47 - DI Redazione

Oliviero Diliberto, ex militante Pci, ex militante di Rifondazione, tra i fondatori nel 1998 del Pdci, partito dei comunisti italiani, ex ministro della Giustizia del governo D’Alema, oggi insegna diritto romano in una università cinese dove è approdato dopo avere provato alle elezioni del 2013 ad entrare – senza successo – in Parlamento. Non usa giri di parole nel descrivere il fallimento dei compagni della sua generazione, rispondendo così, in un’intervista al Corriere, su cosa sia opportuno fare dopo il voto del 4 marzo: “La mia generazione ha fallito. Il suo unico dovere morale è scomparire”. Sul futuro del Pd è altrettanto caustico: “Sono riusciti a perdere anche le regioni rosse. Non c’è più niente”. Ma a differenza di altri ex comunisti disillusi e sempre in cerca di riflettori Diliberto non si genuflette dinanzi all’onda grillina: “Nel 2007 – dice – assistetti per caso dalla finestra di un hotel di Bologna al primo V-Day con Beppe Grillo. Un fanatismo e uno schiumare di rabbia terribili. L’idea che chiunque ha fatto politica sia un delinquente, a prescindere, contraddice tutti i valori della democrazia rappresentativa dai tempi di Pericle a oggi”. L’intervistatore, Stefano Lorenzetto, gli chiede lumi sulla scrivania di Togliatti che avrebbe fatto sparire dal ministero di via Arenula:  “È vero – è la domanda rivolta a Diliberto – che al momento di lasciare il dicastero della Giustizia fece sparire la scrivania che fu di Palmiro Togliatti, affinché non la ereditasse il leghista Roberto Castelli?”. “In parte – risponde-  l’avevo tirata fuori dagli scantinati. Marcello Pera, ministro in pectore, dichiarò che al suo arrivo l’avrebbe fatta bruciare. Allora chiesi a un funzionario di assegnarla a un ignaro magistrato britannico di collegamento che lavorava in via Arenula. Quando fu nominata ministro, Paola Severino mi telefonò per sapere dove fosse finita e io fui ben lieto di fargliela ritrovare”.

Infine, Diliberto racconta come ha abbracciato il comunismo, ideale che non rinnega e alla quale resta talmente fedele da essersi opposto all’istituzione della giornata per il ricordo dei martiri delle foibe: “Era il 1969. Entravo in quarta ginnasio a Cagliari. C’era l’autunno caldo. Alcuni militanti distribuivano volantini per strada. Non li avevo mai visti. I volantini, dico. Rimasi folgorato dall’idea che si potesse cambiare il mondo”. E oggi che si sente ancora comunista afferma di vivere “con sobrietà, da non confondere con il pauperismo”.

Commenti

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  • adriano.agostini@fastwebnet.it 2 aprile 2018

    Non è necessario che loro decidano di scomparire per dovere: loro, con le loro idee e ideologie, sono già in via di estinzione. Sono superati, obsoleti, fuori tempo, non più necessari; proprio come il Partito Proletario e l’Uomo Qualunque d i una volta: estinti da soli

  • riandree@yahoo.com 2 aprile 2018

    L’unica cosa semi intelligente che costui abbia mai detto. Dovrebbero sparire tutti. A cominciare dai vertici

  • proietto.m@libero.it 2 aprile 2018

    A onor del vero,già 60 fa dovevate scomparire,avete rovinato il Paese più BELLO DEL MONDO !!

  • Brigantenero@gmail.com 2 aprile 2018

    Sono piccoli personaggi con i paraocchi pieni di odio

  • v.forzan@libero.it 2 aprile 2018

    Che tristezza. Ancora comunista dopo decenni di danni e anti democrazia. Non ci sono parole!!!!

  • giulioarditi@libero.it 2 aprile 2018

    Diliberto si scandalizza per il V-Day di Grillo? non si ricorda di cosa facevano i 68ini? cosa faceva lui quando era un 68ino?!

  • invesbattaglia@alice.it 2 aprile 2018

    Ricordo Oliviero con molta stima e simpatia. Aveva posto le basi di un grande progetto politico,
    naufragato per le miserabili beghe di compagni di bassa statura, pronti a guerreggiarsi l’uno
    con l’altro. Se mi leggi, caro Oliviero, dammi un tuo recapito postale.

  • benpiero@alice.it 1 aprile 2018

    Ma Diliberto non ha ancora capito che senza capitale (e ce ne vuole tanto per ogni nuovo posto di lavoro) il lavoro non esiste più? Mi pare che lo abbiano capito anche i cinesi, e quindi non capisco cosa possa insegnare in Cina.

  • gdetoffoli@yahoo.it 31 marzo 2018

    Cos’è un guizzo di residua dignità? Avete distrutto l’Italia. Bisognerebbe mettervi tutti ai lavori forzati con i compagnoni della CG– a rileggere i libri fondamentali della Repubblica a partire dagli assassini degli autoproclamati partigiani rossi ! Apripista la bordellini spinta da chi non ha mai combattuto la mafia essendone un fiancheggiatore esterno dati i risultati !