Di nuovo Ruby, le toghe tentano un altro assalto al Cav. Ma le accuse…

Ci risiamo. Il gup di Milano, Maria Vicidomini, ha rinviato a giudizio Silvio Berlusconi per corruzione in atti giudiziari. Rinvio a giudizio anche per le showgirl Giovanna Rigato, Aris Espinosa, Elisa Toti e Miriam Loddo che frequentavano Arcore e che devono rispondere di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza.  I legali di Berlusconi non ne sono affatto sorpresi. Al centro di questa tranche dell’inchiesta ‘Ruby ter’, che vede coinvolto il leader di Forza Italia ci sono versamenti fino a novembre 2016 per quasi 400 mila euro in cambio del silenzio di alcune ragazze.  Secondo l’accusa, rappresentata dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Luca Gaglio, Berlusconi avrebbe corrotto le quattro ‘olgettine’ per rendere testimonianze reticenti o ‘aggiustate’ nel processo Ruby, conclusosi con l’assoluzione definitiva dell’ex premier dalle accuse di concussione e prostituzione minorile. Il processo inizierà il prossimo 9 maggio davanti ai giudici della quarta sezione penale.

«Dimostreremo l’ inconsistenza delle accuse»

Sorpresa? Macché! C’era da aspettarselo. «E’ una decisione che non ci sorprende. Prendiamo atto del giudizio e crediamo che il processo sia la sede naturale per dimostrare, nel merito, l’inconsistenza delle accuse e l’estraneità di Berlusconi». Così Federico Cecconi, legale di Silvio Berlusconi, commenta la decisione del gup di Milano. I legali di Berlusconi avevano chiesto che dovesse  essere il gup di Monza a pronunciarsi, perché è lì che si sarebbe realizzato il presunto reato. Un’ipotesi di corruzione in atti giudiziari che invece, secondo il giudice, sarebbe avvenuta a Milano. L’inchiesta inizialmente ‘trasferita’ a Monza, Treviso e Pescara è poi per competenza territoriale tornata nel capoluogo lombardo.  Lo stralcio del cosiddetto processo ‘Ruby ter’ inizierà il 9 maggio prossimo a Milano.