Come a Latina, violenze su ex moglie e figlie: ma stavolta l’orco viene fermato in tempo

Un orrore che – nonostante le divergenze di alcuni comportamenti persecutori messi in atto dall’aguzzino e, soprattutto, i virtù dell’esito con cui si è riusciti a evitare i,peggio, ricorda però molto da vicino il dramma vissuto da Antonietta Gargiulo e dalle sue bambine: vittime della violenza di un uomo, di un marito, di un padre. E allora, dopo la tragedia di Cisterna di Latina, anche a Bologna per un po’ si è temuto il peggio: dopo dieci anni di soprusi e di angherie. Subite interminabili giornate di paura e di violenza, finalmente, appena due giorni fa, l’intervento tempestivo e salvifico della squadra mobile della Questura di Bologna che ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Alberto Gamberini, su richiesta del sostituto procuratore Roberto Ceroni, nei confronti dell’orco, di quel marito aggressivo, di quel padre padrone solito minacciare e offendere, e arrivato persino al punto di molestare sessualmente una delle sue due figlie.

Bologna, violenze e minacce all’ex moglie e alle figlie

Maltrattamenti fisici e psicologici perpetrati per anni, nel silenzio delle mura domestiche che hanno trattenuto e nascosto l’orrore perpetrato per anni in un’abitazione di Bologna, fino a quando, nella serata del 20 marzo, gli agenti della mobile hanno fatto irruzione in quella casa degli orrori, e messo le manette ai polsi di un 48enne italiano che per 10 anni ha sottoposto a continue violenze fisiche e morali l’ex moglie, più giovane di lui, e ha maltrattato le figlie minorenni. Ad avviare le indagini è stata la testimonianza fornita dall’ex moglie del 48enne, che il 7 marzo scorso, il giorno prima della festa della donna, si è recata in Questura per raccontare anni di abusi, che sarebbero iniziati nel 2008, con maltrattamenti fisici, psicologici e umiliazioni. Al termine del racconto sono scattate le indagini degli investigatori della mobile, condotte acquisendo denunce, audizioni di minori e interrogando i familiari della coppia, testimonianze dalle quali è emerso un quadro probatorio particolarmente grave, con ripetute aggressioni fisiche anche molto violente, con calci e pugni e minacce di morte, di cui l’ultima avvenuta appena pochi giorni prima della denuncia della donna, quando lei aveva trovato scritta, con una vernice spray, la parola «muori» sulla porta della cantina.

L’intervento degli agenti e l’arresto dell’orco evitano il peggio

Un’aggressione fisica e morale continua, inflitta nel tempo e con modalità persecutorie diverse: l’uomo, per esempio, nonostante la separazione dalla moglie, continuava a controllare ogni spostamento dell’ex coniuge, accedendo ogni volta che voleva al suo telefono e alla sua posta elettronica, arrivando al punto di costringere praticamente la donna a un quasi totale isolamento, privata di ogni risorsa economica, denigrata e umiliata anche in presenza delle figlie minorenni. Figlie che a loro volta, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, venivano maltrattate e aggredite: una, in particolare, sarebbe stata oggetto di molestie sessuali alle quali la giovane vittima si è opposta con tutto il coraggio e la forza che ha saputo trovare. E per una volta paura e denunce, e l’intervento preventivo delle forze dell’ordine e della giustizia, ha scongiurato il peggio…