Cinque anni di Bergoglio: ecco perché è il Papa più amato dalla sinistra

Per i cinque anni di pontificato di Papa Francesco torna il dibattito sulla collocazione politica e ideologica di Jorge Bergoglio. Il cardinale arrivato “dalla fine del mondo”, come ebbe a dire nel suo primo discorso alla folla accorsa a San Pietro dopo la sua elezione, ha suscitato reazioni contrastanti, soprattutto negli ambienti più conservatori. Non è un caso che, in queste ore, sia arrivata la dichiarazione del papa emerito Benedetto XVI su Papa Francesco, come figura in piena continuità con il suo pontificato. Quella di Ratzinger sembra quasi una difesa d’ufficio.

Migranti, economia, ambiente: i temi di Bergoglio

“Papa di destra o di sinistra”? La domanda che viene proposta da Vatican News, il sito ufficiale del Vaticano e di Papa Francesco, rende pubblico un dubbio che serpeggia da tempo. «Inizialmente tutti o quasi parlavano bene di Francesco. Pian piano sono arrivate le critiche» si osserva, commentando evangelicamente: «Una buona notizia, visto quello che ha detto Gesù: “Guai a voi quando tutti parleranno bene di voi…». Vatican News sottolinea che «da destra, si accusa il Papa di essere comunista, perché attacca l’attuale sistema economico liberista: “è ingiusto alla radice”, “questa economia uccide”, fa prevalere la “legge del più forte che mangia il più debole”. E parla troppo di migranti e di poveri: «oggi gli esclusi non sono sfruttati, ma rifiuti, avanzi…».

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Bergoglio non è abbastanza progressista?

Prosegue Vatican News: «Da sinistra, si accusa il Papa di essere fermo sulle questioni etiche: difende a spada tratta la vita, contro aborto e eutanasia: “Non è progressista pretendere di risolvere i problemi eliminando una vita umana”. Difende la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, condanna la teoria gender, “sbaglio della mente umana” e la dittatura del pensiero unico e le colonizzazioni ideologiche, anche nelle scuole».

Il manifesto ha già risposto alla domanda su Bergoglio

In effetti, la sinistra ha già adottato da tempo Bergoglio come suo portabandiera. Prendete i rapporti privilegiati con Eugenio Scalfari, campione del giornalismo radical chic e agnostico, diventato ormai il “portavoce ombra” di Bergoglio. Lo stesso Papa Francesco ebbe modo di dire in un’intervista che tra i giornali italiani leggeva solo Repubblica.  Altrettanto emblematica la campagna del quotidiano comunista il manifesto, che nell’ottobre dello scorso anno ha lanciato in abbinamento con il giornale la vendita dei discorsi di Papa Francesco su “terra, casa e lavoro”. Non si ricordano, invece, in questi cinque anni, iniziative editoriali analoghe da parte di giornali moderati o conservatori. Insomma, la domanda di Vatican news ha già ricevuto da tempo una risposta chiara e inequivocabile.

Ecco come la sinistra trattava i pontefici prima di Bergoglio

Ecco come la sinistra trattava i pontefici prima di Bergoglio

Bergoglio è il papa più amato dalla sinistra

Bisogna tornare indietro, ai tempi di Giovanni XXIII per trovare un pontefice così sfrenatamente amato dalla sinistra intellettuale e politica. Non ebbe analoga fortuna Paolo VI, né tantomeno Giovanni Paolo II (osteggiato ferocemente dai giornalisti italiani, legati al carrozzone del Pci). Per non parlare di Benedetto XVI, contestato se non proprio irriso dalla stampa italiana. Proprio il manifesto con il titolo “Il pastore tedesco” lanciò il suo sberleffo nei confronti di Ratzinger. Lo stesso Ratzinger che oggi scrive che il pontificato di Bergoglio è l’ideale proseguimento del suo. Dalle reazioni del mondo laico non si direbbe.