L’hotspot di Lampedusa finalmente chiude, purtroppo non per sempre

mercoledì 14 marzo 17:52 - di Redazione

Chiude l’hotspot di Lampedusa, ma purtroppo non per sempre. Nell’incontro ieri al Viminale tra il capo dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, il direttore centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere del dipartimento di pubblica sicurezza e il sindaco di Lampedusa, “è stata analizzata la situazione del centro di Lampedusa, anche alla luce del recente incendio doloso che ha reso inagibile una ulteriore sezione alloggiativa, già compromessa da analoghi precedenti episodi”. “A conclusione dell’incontro, – spiega la nota del Viminale – si è convenuto di procedere al progressivo e veloce svuotamento della struttura con chiusura temporanea della stessa, per consentire l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione, a partire da quelli già programmati, riguardanti la recinzione, i locali mensa e la videosorveglianza”. “In caso di emergenza saranno assicurate le esclusive operazioni di primissimo soccorso ed identificazione, in vista della conseguente distribuzione territoriale dei migranti”, ragguaglia ancora la nota. “Le decisioni assunte al Viminale sulla chiusura temporanea dell’hotspot di Lampedusa per consentire i lavori di ristrutturazione confermano quello che sosteniamo da tempo, cioè che la struttura così com’é è inadeguata: evidentemente l’allarme che abbiamo lanciato più volte nel corso degli ultimi mesi era fondato”. Lo afferma il sindaco di Lampedusa Totò Martello. “Durante il periodo di chiusura dell’hotspot gli sbarchi saranno dirottati altrove ed i migranti che raggiungeranno ugualmente l’isola saranno trattenuti il tempo necessario per l’identificazione e subito dopo trasferiti – spiega – L’amministrazione comunale seguirà da vicino questa fase e garantirà, come ha sempre fatto, la massima collaborazione con le istituzioni e le forze dell’ordine e di soccorso impegnate su questo fronte. Credo anche – conclude – che si debba utilizzare questa fase per correggere gli errori del passato e per dare una nuova impostazione alla vocazione all’accoglienza della nostra isola”.

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