Cervelli in fuga per necessità, ma in campagna elettorale nessuno ne ha parlato

giovedì 1 marzo 14:17 - DI Giulia Ciriaci

In Italia essere giovani è una sfida che va affrontata ogni giorno. Il sogno, che accomuna tutti, è quello di riuscire ad ottenere un posto di lavoro fisso o, perlomeno, dignitoso. Ma la fatica, l’impegno e il sacrificio, che si celano dietro la realizzazione di questo diritto sancito dalla Costituzione, non sono mai menzionati da nessuno.
Terminata la scuola, ci si aspetta di riuscire a entrare facilmente nel mondo del lavoro. Si spediscono fiumi di curriculum, fiduciosi di ottenere presto un colloquio che, però, tarda ad arrivare: i giorni di attesa si tramutano presto in mesi, e l’euforia iniziale lascia il posto allo sconforto. Ogni azienda sembra esigere anni di esperienza, e nessuno è disposto a concederti la tua prima possibilità. Si arriva anche a pensare che, forse, si punta troppo in alto, che il lavoro per cui si è studiato tanto arriverà con il tempo. Mentire a se stessi è così semplice. Ma la realtà è tutta un’altra storia, costellata di “lavoretti” accettati per obbligo di coscienza. Lavoretti che non portano a nulla di concreto ma che, in mancanza di altro, sono come una boccata d’ossigeno. Lavoretti che si rincorrono come le stagioni perché quello giusto e duraturo non arriva mai. Ti senti usato e gettato via, come fossi una scarpa vecchia. Il Diploma o la Laurea sono pezzi di carta senza valore, quando ti ritrovi costretto a svolgere un lavoro che non richiede alcuna qualifica particolare.

Inizialmente non si pensa a un futuro lontano, ma man mano si prende coscienza che il tempo scorre veloce, mentre continuiamo a restare inchiodati al punto di partenza. Da qui le alternative sono essenzialmente due: trasferirsi in un altro paese, nella speranza di riuscire a realizzarsi altrove, oppure continuare a “combattere” con ostinazione nella propria terra. Partire non è una scelta facile come potrebbe sembrare. Si fa presto a parlare di “cervelli in fuga”, dimenticando la persona, e tutto ciò che lascia nella casa che l’ha visto crescere. Ma ancora più difficile è decidere di restare, in un paese che toglie senza dare nulla in cambio.
Un lavoro a tempo indeterminato è un lusso solo per pochi fortunati, e nella maggior parte dei casi non è quello a cui si ha ambito per tutta la vita. Ma abbandonare la certezza di un salario fisso, per la mera possibilità di trovare di meglio, è un azzardo troppo alto per questo tempo. Così ci si adatta a vivere un’esistenza che non si sente propria. Ma neanche questo è abbastanza perché uno stipendio oltre che fisso, deve darti la possibilità di renderti indipendente, cosa che un lavoro di poche ore non riesce a fare. Costringendoti a vivere di bisogni, e non più di desideri.
Senza un lavoro che garantisca per te, non sei realmente padrone della tua vita. Non hai la facoltà di poter affittare un appartamento, o tantomeno di stipulare un mutuo. E ne va da sé che si resta in casa dei genitori per obbligo, non per scelta propria. Formare una famiglia è un desiderio sfocato all’orizzonte, perché non si può mettere al mondo un figlio, senza sapere se il giorno dopo ci sarà il pane in tavola. Così facendo si resta intrappolati in questo meccanismo logorante, mentre gli anni continuano inesorabilmente ad accumularsi, e la vita si fa vecchia.
I giovani di oggi non saranno giovani per sempre, dovrebbero essere loro la priorità, invece vengono lasciati appassire come fiori di campo dimenticati. Come potranno essere gli adulti di domani, se nei loro pugni hanno stretto sempre e solo illusioni? Eppure c’è stato un tempo in cui i giovani possedevano ciò che desideravano, ed anche se stretti in quattro mura, nella semplicità di quella vita avevano tutto per essere felici, o perlomeno, sereni. Ma questo, si sa, non è un paese per giovani.

Commenti

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  • christian21051993@gmail.com 2 marzo 2018

    E proprio vero il questo paese non funziona niente altro che in tv al telegiornale dicono che il. Lavoro c’è e sono i giovani che non hanno voglia qui non c’è proprio niente e quelli che giustamente ci rimettono in prima persona siamo noi ragazzi che non avendo un lavoro come si deve o un contratto e difficile anche solo pensare ad un futuro e questo articolo ci azzecca in pieno su tutto complimenti veramente sei stata bravissima

  • letizia.bucc95@gmail.com 2 marzo 2018

    Questa é purtroppo l’Italia, troppo impegnata a risolvere problemi inutili e lasciare i giovani indietro.. Oppure lo dicono che si dovrebbe fare qualcosa perché c’è troppa disoccupazione ma poi alla fine non si arriva mai a un punto fermo… Spero di riuscire a fare il lavoro che amo anche se si sa che qui in Italia vanno avanti solo i “raccomandati”.. Ma c’è la metteró tutta per far capire agli altri che non dobbiamo soccombere ma dobbiamo riuscire a tirar fuori il nostro carattere, insieme si puó cambiare.

  • mccrita@alice.it 2 marzo 2018

    È l’esatta fotografia della società odierna. Hai fatto un analisi approfondita delle problematiche giovanili ora bisogna provare a risolverle e per fare ciò occorre partecipare e non stare solo a guardare. Brava

  • Gabriella070953@gmail.com 1 marzo 2018

    Si vede che sei dentro il problema è che tutti i giorni ti trovi a vivere il disagio di voi giovani ,i bamboccioni sono colori che vi tolgono i diritti per fare i loro comodi inutili cioè lusso pensioni da capogiro che ci vorrebbero dieci vite per spenderli

  • ginastellajene@yahoo.it 1 marzo 2018

    Sembra essere la storia di mia figlia. Il lavoro che ha non le consente ancora di spiccare il volo. Ma è comunque privilegiata, in confronto a tantissimi giovani disoccupati.

  • lulu2095@live.it 1 marzo 2018

    Non si poteva descrivere meglio la mia situazione. Invio curriculum su curriculum, faccio colloqui per poi sentirmi dire che sono troppo giovane o addirittura che sono troppo grande per non avere esperienza. Mettetevi d’accordo almeno…
    Mi dicono che vado bene per un lavoro, che mi chiameranno per il contratto e poi? Spariscono. Ci stanno facendo vivere con la speranza che sarà la volta buona per poi umiliarci ancora di più.
    E sono stanca di sentirmi dire dagli altri che è troppo strano che non sono ancora riuscita a trovare lavoro. Come se il problema fossi io…
    Non fate passare noi giovani per “sfaticati” che non hanno voglia di lavorare perchè a chi ha voglia non date la possibilità.
    In Italia vanno avanti solo i raccomandati…a noi altri restano solo i sogni e le illusioni. Ma possiamo continuare a vivere solo di questo?

  • vany2095@live.it 1 marzo 2018

    Bellissimo articolo. Purtroppo in Italia è sempre più difficile trovare un lavoro. Le persone non hanno più una stabilità e non è facile mandare avanti una famiglia. Finché non ci sarà qualcuno che sarà in grado di attuare un cambiamento radicale, in Italia non cambierà mai niente. È triste dirlo, ma questa non è la “fuga dei cervelli”, perché i giovani vorrebbero restare nel proprio Paese, non vogliono scappare, è l’Italia che li sta cacciando!

  • Tiziana201272@gmail.com 1 marzo 2018

    Questo articolo dice la pura e semplice verità basta dire che i ragazzi non vogliono lasciare la casa dei genitori e che sono dei bamboccioni loro vorrebbero farsi una vita indipendente ma proprio non gli si dà la possibilità invece di metterli al primo posto che sono il nostro futuro lo stato li ignora.
    Questo è ingiusto!