Che c’entra il fermo di Sarkozy col complotto anti-Berlusconi? C’entra….

“La notizia di Sarkozy, in stato di fermo per presunti finanziamenti illeciti avuti da Gheddafi, non solo spiegherebbe perché l’allora governo francese fece di tutto per eliminare il dittatore libico ma contribuirebbe anche a ricomporre il complesso puzzle che portò alle dimissioni di Berlusconi da presidente del Consiglio nel 2011″. Lo scrive in una nota Gabriella Giammanco, senatrice di Forza Italia. “Allora la volontà popolare – spiega – fu sovvertita non solo da una congiura di Palazzo nostrana, con a capo l’ex Presidente della Repubblica Napolitano, ma anche da speculazioni finanziarie fatte ai danni del nostro Paese e da chi, a livello europeo, considerava Berlusconi una voce fuori dal coro, troppo forte e autonoma nel rivendicare il bene degli italiani all’asse franco-tedesco. Berlusconi si era, tra l’altro, opposto con forza all’intervento armato in Libia, prevedendo le ripercussioni che avrebbe potuto avere sulle nostre coste la destabilizzazione del quadro politico libico”. “Ricordo con amarezza i sorrisini di Sarkozy sull’allora premier Berlusconi, un comportamento inqualificabile e profondamente offensivo nei confronti del nostro Paese. Per fortuna la Storia sta facendo il suo corso e tanti retroscena di quegli anni appaiono sempre più chiari”, conclude Giammanco.