Cassino, il generale della Folgore scrive alla Pinotti: «Tolga i contributi all’Anpi»

Non cessano le polemiche suscitate a Cassino tra paracadutisti e partigiani. La querelle della stele per i “parà nazisti”, sulla quale si era scagliata l’Anpi, è diventata un vero e proprio caso istituzionale dopo che il Generale Marco Bertolini della Folgore, presidente dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia,  ha preso carta e penne e ha scritto  una lettera al ministro della Difesa, Roberta Pinotti per chiedere spiegazioni sull’accaduto a proposito del quale prova «profonda vergogna»; e soprattutto ha suggerito di togliere i fondi ai nipoti dei partigiani. Questi alcuni passi della lettera:  «Alcuni giorni fa  il Generale di Corpo d’Armata Hans-Werner Fritz, Presidente dell’associazione paracadutisti tedesca, mi aveva avvertito che stava venendo in Italia con un gruppo di associati per una cerimonia a Cassino in memoria dei valorosi paracadutisti tedeschi che caddero durante la Seconda Guerra Mondiale. Il generale Fritz era il mio corrispettivo presso il Coiu tedesco di Potzdam quando io ero in servizio con lui vennero affrontati molti problemi comuni, tra cui il coordinamento dei nostri sforzi per l’ormai dimenticato ripiegamento dell’Afghanistan, l’alternarsi italo-tedesco al Comando della Task Force a Erbil, ed altre cosette del genere. Ovvio quindi che tra lui e me si creasse una certa familiarità sfociata in amicizia».

Dopo la protesta dell’Anpi, come sappiamo, la cerimonia è stata cancellata. La lettera del Generale della Folgore alla Pinotti -prosegue – nasce «per metterla a parte della frustrazione di tutta l’Anpd’I e per suggerirle di prendere qualche misura per ribadire ai nostri commilitoni tedeschi, ma non solo, che gli appelli alla sbandierata “difesa comune” europea non sono parole vuote. E che non abbiamo dimenticato i doveri che ci derivano dalla nostra ppartenenza alla civiltà cristiana, che ha nel culto dei morti, di tutti i morti, e soprattutto dei Caduti, di tutti i Caduti, uno dei suoi più radicati appigli». Soprattutto il Generale si scaglia contro l’associazione dei partigiani: «Le chiedo – scrive Bertolini – anche di valutare se un’associazione come l’Anpi, protagonista di questa bella frittata oltre che di tutt’altro che edificanti manifestazioni di carattere virulentemente politico come quello che ci ha proposto la cronaca degli ultimi mesi, possa essere confusa con le associazioni d’Arma, avendo anzi contributi finanziati dal Suo Ministero che le altre non possono neppure immaginare”. Finanziamenti ben noti e ampiamente segnalati. Un vero “tesoretto” antifascista, come ben lo definisce Il Giornale.