Cala di sipario sui giocattoli Toys “R”: 33mila licenziamenti negli Usa

Il colosso dei giochi Toys “R” Us ha comunicato ai suoi dipendenti che probabilmente venderà o chiuderà tutti i suoi negozi di vendita negli Usa. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando che la mossa mette a rischio 33mila posti di lavoro. Un’eventuale liquidazione sarebbe una delle maggiori negli Stati Uniti da quando The Sport Authority ha fatto bancarotta nel 2016, chiudendo più di 460 negozi e licenziando 14.500 lavoratori.

Il colosso Toys “R” chiuderà 184 punti vendita

Fondata nel 1948, la compagnia è in amministrazione controllata da settembre, schiacciata dalla concorrenza delle vendite online e dai debiti (7 miliardi di dollari). Nel 2007 il gruppo fatturava 13,6 miliardi di dollari. Le vendite deboli durante delle festività hanno definitivemente allontanato la speranza di chiudere un accordo con i creditori per ristrutturare il debito. Un mix che ha spinto la società a valutare seriamente la possibilità di liquidare le sue operazioni negli Stati Uniti, dove aveva già annunciato la chiusura di 182 punti vendita, il 20% dei circa 800 punti vendita americani.

La bancarotta

Toys “R” Us è entrata in bancarotta con l’obiettivo di emerge come una società più snella e in grado di essere più competitiva. La misura interesserà anche i cento negozi in Gran Bretagna. La catena possiede negozi anche nel resto di Europa, Canada ed Asia.