Bullismo europeo su Salvini: «Il tetto del 3% non si tocca». Padoan se la gode

mercoledì 14 marzo 12:03 - DI Giorgio Sigona

C’era da scommetterci. Puntuale è arrivato l’avvertimento dell’Europa. Non appena Salvini ha parlato del famoso tetto del 3%, che strangola le famiglie italiane e impedisce il recupero economico, i vertici dell’Europa si sono fatti sentire. Per dare un altolà neppure tanto mascherato. È una prerogativa dei «responsabili politici quella di formarsi le proprie opinioni», ma il tetto massimo del 3% per il rapporto tra deficit e Pil previsto dal patto di stabilità «è semplicemente una regola comune. Penso inoltre che sia una regola di buonsenso, che permette molto semplicemente di assicurarsi che il debito pubblico si riduca». Ad affermarlo è il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari Pierre Moscovici, a margine di una conferenza stampa a Strasburgo, nella sede del Parlamento Europeo. «Il debito pubblico – aggiunge Moscovici – è un fardello che pesa sull’economia e che, quando diventa troppo pesante, pesa sulle finanze pubbliche e intralcia di finanziare servizi pubblici utili. Ogni euro al servizio del debito è un euro in meno per l’educazione, per la giustizia e per la sicurezza. Ecco perché la riduzione del debito pubblico mi pare semplicemente una cosa di buon senso. Ancora una volta – conclude – ora spetta alle forze politiche e al presidente della Repubblica svolgere il proprio ruolo».

Moscovici ha tanta
nostalgia di Padoan

Riguardo alla situazione politica determinatasi in Italia dopo il voto del 4 marzo «osservo che i mercati sono sereni e anche noi nell’Ue siamo sereni, perché abbiamo fiducia nella democrazia italiana, nel popolo italiano e nell’impegno dell’Italia nell’Ue», aggiunge Moscovici.  «Rispetto totalmente i ritmi della democrazia italiana, gli italiani hanno espresso la loro preferenza con i voti. Ora tocca al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alle forze politiche definire quale sarà il prossimo governo del Paese. Ho la convinzione che l’Italia resterà sempre un partner europeo affidabile e solido. E intanto – prosegue – c’è un governo, con il quale lavoro: ho incontrato Pier Carlo Padoan, con l’obiettivo che l’Italia continui i suoi progressi, per avere un’economia che sia più competitiva e più credibile in Europa».

Commenti

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  • Gianluca Sala 15 marzo 2018

    Non si può semplicemente uscire da questa Europa. Guarda un pò gli UK che, diciamocelo francamente, avevano un economia migliore della nostra. Uscire dall’Europa sarebbe possibile solamente se la quasi totalità degli stati membri decidesse di farlo.
    Visto che la scelta d’uscire è inattuabile, non rimane altro che fare la voce grossa.La UE non può permettersi un altra UK e lo sa perfettamente quindi i nostri politici dovrebbero utilizzare quella piccola parte di lama dalla parte del manico che abbiamo

  • c.arcabasso1206@liber.it 15 marzo 2018

    Il pareggio di bilancio è una regola etica, sia per le famiglie che per lo stato. Maggior deficit significa aumento del debito, più interessi da pagare e meno welfare.Semmai occorre ridurre il debito, fonte di ricatto borsistico, eliminando inutili costi politica ( RIDURRE A 400 I DEPUTATI E A 100 I SENATORI), portare lo stipendio massimo del capo dello Stato a 200.000 euro e tutti gli altri ridimensionati, eliminare le provincie e fare 5-6 macroregioni es. Liguria, Piemonte e Lombardia; Emilia, Toscana, Umbria e Marche. Un bel risparmio per ridurre debito e accrescere investimenti produttivi.

  • fghajdk@csj.com 14 marzo 2018

    Fuori da questa europa rovina-popoli.

    • Giuseppe Tolu 14 marzo 2018

      …e pure subito!