Bolzano ladrona? Ora arrivano pure le “tangenti altoatesine”: 11 indagati

Undici indagati, un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari e sei misure interdittive: è il bilancio di una indagine, diretta dal gruppo specializzato in reati contro la pubblica amministrazione, ambiente e tutela del lavoro della Procura della Repubblica di Bolzano, dei militari del gruppo della Guardia di Finanza di Bolzano contro la corruzione negli appalti per lavori all’ospedale di Bolzano. Si tratta, in particolare, di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del direttore reggente pro tempore, dal dicembre 2015 all’ottobre 2017, dell’Ufficio edilizia dell’ospedale di Bolzano e di sei misure di divieto temporaneo dell’esercizio dell’attività d’impresa della durata di 12 mesi a carico di sei titolari, di diritto o di fatto, di aziende con sede a Bolzano, aggiudicatarie di appalti per lavori, servizi e forniture effettuati presso il nosocomio della città per importi cosiddetti ”sottosoglia”, vale a dire entro il limite di 40.000 euro, superato il quale scattano procedure maggiormente vincolanti o a evidenza pubblica. Nel complesso le persone iscritte nel registro degli indagati, fa sapere la Guardia di finanza, sono 11 e i reati a vario titolo contestati sono quelli di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, pene per il corruttore, corruzione per l’esercizio della funzione, turbata libertà degli incanti e truffa. L’indagine, iniziata a marzo 2017, si è concentrata fin dalle prime battute sull’attività svolta dal direttore reggente dell’epoca, cui competeva la gestione, predisposizione e affidamento delle procedure d’appalto relative ai lavori edili e manutentivi del comprensorio sanitario bolzanino; in tale veste, il direttore, oltre che ricoprire il ruolo di ”responsabile unico del procedimento”, rivestiva anche la qualifica di pubblico ufficiale. Da indagini tecniche e numerose perquisizioni, è emerso come “25 delle 120 procedure d’affidamento analizzate presentassero rilevanti profili d’illiceità”, fa sapere la Guardia di finanza. L’ex direttore reggente, secondo l’accusa, “avrebbe ricevuto per sé vantaggi patrimoniali consistenti, tra l’altro, in dazioni di denaro, lavori di ristrutturazione edilizia su immobili propri, lavori di tinteggiatura, lavori di pulizia presso immobili, lavori di falegnameria, trasporto mobili, buoni carburante, pagamento di riparazioni meccaniche e altri favori personali”.