Bolzano ladrona? Ora arrivano pure le “tangenti altoatesine”: 11 indagati

lunedì 19 marzo 18:14 - DI Redazione

Undici indagati, un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari e sei misure interdittive: è il bilancio di una indagine, diretta dal gruppo specializzato in reati contro la pubblica amministrazione, ambiente e tutela del lavoro della Procura della Repubblica di Bolzano, dei militari del gruppo della Guardia di Finanza di Bolzano contro la corruzione negli appalti per lavori all’ospedale di Bolzano. Si tratta, in particolare, di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del direttore reggente pro tempore, dal dicembre 2015 all’ottobre 2017, dell’Ufficio edilizia dell’ospedale di Bolzano e di sei misure di divieto temporaneo dell’esercizio dell’attività d’impresa della durata di 12 mesi a carico di sei titolari, di diritto o di fatto, di aziende con sede a Bolzano, aggiudicatarie di appalti per lavori, servizi e forniture effettuati presso il nosocomio della città per importi cosiddetti ”sottosoglia”, vale a dire entro il limite di 40.000 euro, superato il quale scattano procedure maggiormente vincolanti o a evidenza pubblica. Nel complesso le persone iscritte nel registro degli indagati, fa sapere la Guardia di finanza, sono 11 e i reati a vario titolo contestati sono quelli di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, pene per il corruttore, corruzione per l’esercizio della funzione, turbata libertà degli incanti e truffa. L’indagine, iniziata a marzo 2017, si è concentrata fin dalle prime battute sull’attività svolta dal direttore reggente dell’epoca, cui competeva la gestione, predisposizione e affidamento delle procedure d’appalto relative ai lavori edili e manutentivi del comprensorio sanitario bolzanino; in tale veste, il direttore, oltre che ricoprire il ruolo di ”responsabile unico del procedimento”, rivestiva anche la qualifica di pubblico ufficiale. Da indagini tecniche e numerose perquisizioni, è emerso come “25 delle 120 procedure d’affidamento analizzate presentassero rilevanti profili d’illiceità”, fa sapere la Guardia di finanza. L’ex direttore reggente, secondo l’accusa, “avrebbe ricevuto per sé vantaggi patrimoniali consistenti, tra l’altro, in dazioni di denaro, lavori di ristrutturazione edilizia su immobili propri, lavori di tinteggiatura, lavori di pulizia presso immobili, lavori di falegnameria, trasporto mobili, buoni carburante, pagamento di riparazioni meccaniche e altri favori personali”.

Commenti

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  • Fujsun2@gmail.com 4 aprile 2018

    La spesa pubblica controllata e organizzata dai dipendenti pubblici, senza possibilità di licenziare e ricambio, consente loro di organizzarsi per delinquere e ottenere vantaggi economici.

    In pratica RUBARE la proprietà dei cittadini TRUFFATI DALLO STATALISMO.

    Occorre eliminare moltissimi uffici pubblici, oggi periferiche del malaffare politico-burocratico-amministrativo, assegnare incarichi a professinisti privati, con disciplinari di incario in cui siano previste sanzioni scoraggianti il malaffaree con il vantaggio di poterli sostituire senza spese se il lavoro non va a buon fine.

    Inoltre lo Stato risparmierebbe: gli stipendi pubblici; i contributi pensionistici, in quanto il professionista se li paga privatamente; le tredicesime; la buonuscita di fine rapporto; i costi per uffici, strutture edilizie e amministrazioni per accogliere la burocrazia impiegatizia.
    Tutto cio’ con abbattimento della CORRUZIONE PUBBLICA.
    Lo STATO deve costruire infrastrutture e servizi pubblici efficienti, NON PAGARE STIPENDI per mansioni che non producono il servizio. Vedi Esempio sotto.

    Luigi Fiorillo, oltre al compenso professionale, avrebbe intascato circa 5 milioni di euro quali compensi per attività di supporto, senza averne le competenze, in 39 appalti di lavori pubblici su tutto il territorio regionale, addebitandoli come spese per il personale e più di 7 milioni sottoscrivendo co.co.co. a suo nome per attività – secondo l’accusa – mai svolte. È quanto emerge dagli atti dell’indagine della Procura di Bari che stamani ha portato all’arresto di 11 persone, ad un’interdizione e al sequestro di 90 milioni di euro per il crac da 230 milioni di euro delle Ferrovie del Sud Est. Fiorillo e gli allora dirigenti della società avrebbero anche affidato incarichi a prezzi fuori mercato, stipulando contratti senza gara e falsificando i bilanci. «L’esosità dei compensi – è scritto nelle imputazioni – determinava una spesa illogica, artefatta e assolutamente fuori mercato».

    • Fujsun2@gmail.com 4 aprile 2018

      Naturalmente gli incarichi dati a privati liberi professionisti dovrebbero essere pagati solo a risultato ottenuto e con le vecchie tariffe minime, eliminate dal governo MONTI per agevolare la corruzione pubblica, con tariffe fuori controllo e decise in conflitto di interessi, come nell’esemio sopra riportato.
      Dobbiamo anche aggiungere che i dipendenti pubblici ingegneri architetti e geometri, prima del socialismo massone, non potevano essere iscritti agli ordini professionali perchè in conflitto di interessi. Cio’ avveniva fino agli anni 2000, quando avevamo leggi scritte da persone perbene.
      Quando non c’erano i COMUNISTI i SOCIALISTI e i MASSONI.