Bitonto, anziana uccisa in strada in uno scontro tra bande: in manette i colpevoli

Uccisa per sbaglio. Colpita a morte da una pallottola perché presa a caso e usata come scudo da criminali senza scrupoli che l’hanno tragicamente coinvolta, il 30 dicembre scorso a Bitonto, in provincia di Bari, in una sparatoria per un regolamento di conto. Lei, la vittima, stava semplicemente andando a fare la spesa, e si è ritrovata coinvolta in una faida criminale che non le ha lasciato scampo. Se n’è andata nel silenzio, la povera pensionata 83enne Annarosa Tarantino, accompagnata dal dolore dai familiari e dallo sgomento di una cittadina intera ancora sconvolta per quel lutto assolutamente immotivato. Lo stesso silenzio che ha accompagnato operosità e risolutezza degli inquirenti al lavoro sul caso e che oggi, con l’arresto degli autori di quell’omicidio, hanno potuto annunciare una svolta nelle indagini.

Omicidio di Bitonto, arrestati i colpevoli

Dunque sono stati arrestati i colpevoli dell’assassinio di Annarosa Tarantino, la pensionata di 83 anni rimasta uccisa in una sparatoria tra clan avvenuta la mattina del 30 dicembre scorso a Bitonto. Dalle prime ore dell’alba, agenti della polizia e i carabinieri stanno eseguendo nella cittadina del barese l’arresto, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Bari, di alcuni esponenti dei gruppi criminali Conte e Cipriano, attivi nello spaccio di stupefacenti a Bitonto e in guerra tra di loro da tempo. Gli stessi, peraltro, sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di omicidio, tentato omicidio, spari in luogo pubblico, detenzione e porto abusivo di armi, minaccia e violenza privata: reati tutti aggravati dall’aver agito ricorrendo al metodo mafioso. Le indagini, coordinate dalla Dda della Procura della Repubblica di Bari, hanno consentito di fare piena luce sulle sparatorie avvenute nella mattinata del 30 dicembre 2017 nel centro abitato di Bitonto, nel corso di una delle quali, come tristemente noto, nella centralissima via delle Marteri, era rimasta uccisa la pensionata e ferito il 20enne Giuseppe Casadibari, ritenuto dagli investigatori appartenente ad uno dei due sodalizi in lotta. Una guerra senza esclusione di colpi, la loro, in cui è rimasta tragicamente coinvolta la povera pensionata “responsabile” solo di trovarsi nel posto sbagliato, al momento sbagliato…