Berlusconi: «Leali a Salvini, ma un ritorno al voto sarebbe un disastro»

venerdì 9 marzo 13:22 - di Valerio Falerni

Si fa presto a dire che chi arriva primo diventa premier. Intanto c’è da fare i conti con un risultato che per quanto lusinghiero non ha consentito al centrodestra di tagliare il traguardo della doppia maggioranza assoluta alla Camera e al Senato. Ma soprattutto c’è la strategia da mettere in campo per assicurare una soluzione al rompicapo uscito dalle urne. Dal Quirinale è già partito il primo appello erga omnes alla «responsabilità». Silvio Berlusconi sarebbe pronto ad accoglierlo senza riserve. Ma da domenica notte Forza Italia non è più il primo partito del centrodestra. Quel primato ora è della Lega e spetta soprattutto a Matteo Salvini decidere se assecondarlo o no e a quali condizioni.

Lettera di Berlusconi ai parlamentari di FI

Il ruolo vicario, però, non si addice al Cavaliere, che deve fronteggiare anche i propositi di fronda serpeggiante tra i forzisti meridionali, che già intravedono lo spettro della propria irrilevanza politica qualora dovesse consolidarsi quell’asse del Nord che trova in Giovanni Toti, governatore della Liguria, il proprio campione. Ma che Forza Italia somigli ad una pentola a pressione lo conferma indirettamente anche la lettera vergata di proprio pugno da Berlusconi e indirizzata agli eletti in vista dell’incontro della prossima settimana a Montecitorio. Una lettera in cui l’ex-premier mentre ribadisce il proprio sostegno a Salvini, lascia intendere di non condividere fino in fondo la premessa dei suoi alleati (o governo a traino del centrodestra o ritorno alle urne) e di coltivare come priorità irrinunciabile soprattutto il prosieguo della legislatura.

Il Cav pronto ad accogliere l’appello del Quirinale

«In leale collaborazione con i nostri alleati – si legge nella missiva di Berlusconi – e fermo restando l’impegno a sostenere il candidato premier indicato dal maggiore partito della coalizione si devono produrre le condizioni di una maggioranza e di un governo in grado di raccogliere un consenso adeguato in Parlamento». Particolare non trascurabile, nello «scongiurare la paralisi che porterebbe ineludibilmente a nuove elezioni», Berlusconi si autodefinisce «garante verso gli elettori degli impegni assunti in campagna elettorale». Banale automatismo di chi è è stato leader incontrastato per oltre un ventennio o annuncio di clamorosi distinguo? il diavolo, si sa, si annida nei dettagli.

Commenti

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  • giulia.piacentini@virgilio.it 9 marzo 2018

    L’ho sempre detto che Berlusconi doveva avere come alleato e compagno di politica più vicino ed erede naturale Giovanni Toti.Mi dispiacerebbe se ne andasse dalla Liguria è stato ed è formidabile,ma capisco che le priorità del paese valgono più di un singolo.Avesse avuto Toti accanto non sarebbe finito così in basso.Sono persone rare coloro che ti dicono se sei nel giusto o no,Berlusconi ha sempre preferito persone dalla doppia faccia che al momento opportuno,l’hanno mollato e tradito.

  • fghajdk@csj.com 9 marzo 2018

    Certo Cavaliere, sarebbe un disastro per Forza Italia e il PD. E allora addio per sempre il governo dell’inciucio, vero ?
    Se torniamo alle urne (auspicabile) Salvini da solo prende il 40% , perché nel frattempo i 5 stelle si stanno già sputtanando da soli.

    • ugomanzoni2@gmail.com 9 marzo 2018

      mi piacerebbe sapere dove i 5stelle si stanno sputtanando