Bergoglio torna a parlare di migranti e accoglienza: “No a chi alza muri”

Le parole di Papa Bergoglio in occasione dei 50 anni della Comunità di Sant’Egidio sono già diventate un caso politico. La sua sollecitazione ad accogliere i migranti a non erigere muri può essere letta anche in chiave politica? A una settimana dal voto italiano più di un osservatore lo fa notare, con qualche malizia, a cominciare da Antonio Socci.

Bergoglio: “La rabbia contro i migranti è sorella della paura”

Ma che cosa ha detto Papa Francesco intervenendo nella basilica romana di Santa Maria in Trastevere? Ha ribadito temi cari al suo pontificato. «Le paure si concentrano spesso su chi è straniero, diverso da noi, povero, come se fosse un nemico», ha detto Bergoglio. «Il mondo oggi è spesso abitato dalla paura e anche dalla rabbia che è una “sorella” della paura – osserva il Pontefice – è una malattia antica. Il nostro tempo conosce grandi paure di fronte alle vaste dimensioni della globalizzazione». Dagli stranieri e dai poveri, stigmatizza il Papa, «ci si difende credendo di preservare quello che abbiamo o quello che siamo». E «l’atmosfera di paura – avverte – può contagiare anche i cristiani. Se siamo soli, siamo presi facilmente dalla paura». Per Bergoglio, la Chiesa è segno di unità. Dobbiamo creare una società in cui nessuno sia più straniero: è la missione di valicare i confini e i muri, per riunire».

L’ex ministro montiano Riccardi: “Italiani, non siate egoisti”

Concetti sposati in pieno da Andrea Riccardi. No alla «logica del pensare a sé, che va dall’egocentrismo personale all’egoismo nazionale» in base alla quale «ogni Paese deve chiudersi e salvarsi dalla marea del mondo», ha detto il fondatore della Comunità diSant’Egidio, già ministro del governo Monti. «Noi, dal ’68 – ha detto Riccardi – conserviamo invece la convinzione che tutto può cambiare e che dipende anche da noi: si può andare avanti anche nel buio! Ci sono risorse ed energie, non solo rabbia; e questo ci dà speranza e gioia»