“Bella ciao!”: Boldrini ko nelle urne, salvata dal proporzionale. Come la Fedeli…

martedì 6 marzo 17:13 - DI Redazione

La legge elettorale salva la poltrona a chi, nei collegi, è stato bocciato dagli italiani. I 14 seggi assegnati col porporzionale consentono alla sinistra di Leu, che non ha vittorie nell’uninominale, di recuperare poltrone per Laura Boldrini e Pier Luigi Bersani, Guglielmo Epifani, Nico Stumpo, mentre nel Pd si salvano col proporzionale i ministri Minnniti, Orlando e Martina, Guerini, Rosato, Serracchiani, Fassino, De Micheli, Cantone, Speranza, Pezzopane, Paolo Siani, Francesco Boccia. Si salva anche Valeria Fedeli, il ministro dell’istruzione, eletta senatrice nel collegio Campania 01, in cui ricadono le province di Avellino, Benevento e Salerno, dopo essere stata sconfitta nell’uninominale a Pisa.
La presidente della Camera, Laura Boldrini finisce dunque solo quarta, con il 4,6% dei voti, a Milano dov’era candidata con Liberi e Uguali e dove invece ha vinto Bruno Tabacci del centrosinistra, Luigi Bersani (Liberi e Uguali) prende solo il 4% a Verona,  Minniti (ministro degli Interni), incassa il 29% delle preferenze a Pesaro mentre Dario Franceschini (Cultura) con il 29,5% perde in casa, a Ferrara.

In Puglia, Barbara Lezzi del M5s ha asfaltato Teresa Bellanova per il Pd e Massimo D’Alema, schierato da Leu, con una percentuale che si ferma al 3,9%, Male anche Grasso, nella sua Palermo, dove non supera il 6% ma anche lui sarà ripescato grazie al meccanismo del proporzionale. L’antifascismo, ma neanche il nostalgismo comunista della sinistra polverosa, è uscita con le ossa rotte dalle elezioni.

Nel Pd, anche l’avvocatessa Lucia Annibali e la presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, sconfitte rispettivamente nell’uninominale di Parma e Trieste, sono state ripescate grazie al paracadute dei collegi plurinominali. Stessa sorte per Matteo Orfini (Pd). ‘Salvi’ anche tre dei principali esponenti di Liberi e Uguali, che dopo la sconfitta all’uninominale riescono comunque a ottenere un seggio: Pietro Grasso, Laura Boldrini e Pierluigi Bersani.

Tra i grillini, il capitano Gregorio De Falco era uno dei nomi più altisonanti tra le file grilline ma alla fine è stato il candidato del centrodestra Roberto Berardi a vincere nel collegio di Livorno per il Senato. Ad ogni modo, De Falco era candidato anche come capolista nel listino proporzionale ed è riuscito ad assicurarsi un seggio a Palazzo Madama.

Poi c’è la carica dei giornalisti candidati nelle diverse liste che hanno vinto la loro sfida nei collegi uninominali. Ce l’hanno fatta a conquistare il seggio l’ex direttore del ‘Centro’ Primo Di Nicola, candidato M5S a Pescara, e, sempre per i pentastellati, l’ex direttore di Sky Tg24 Emilio Carelli, a Fiumicino. Un altro giornalista, Gianluigi Paragone, candidato M5S al Senato a Varese, ha perso la sfida con il leghista Stefano Candiani, è rientrato tramite il listino proporzionale. Anche Forza Italia ha piazzato due ex direttori: Andrea Cangini(‘Quotidiano nazionale’) eletto nelle Marche e Giorgio Mulè (‘Panorama’) eletto in Liguria. Per il Pd risulta eletto nel collegio di Milano l’ex condirettore di ‘Repubblica’, Tommaso Cerno. Non vince invece la sfida dell’uninominale a Matera, la piddina Francesa Barra.

I BOCCIATI – Nel Movimento Cinque Stelle, non riesce ad approdare a Montecitorio l’ex Iena Dino Giarrusso, battuto nel collegio Roma 10-Gianicolense dal radicale della lista +Europa, Riccardo Magi. Anche Alessia D’Alessandro, ex dipendente dell’Economic Council della Cdu e candidata con il Movimento 5 Stelle alla Camera, è rimasta fuori dal Parlamento. Sempre a Roma Angiolino Cirulli, imprenditore ‘vittima’ di Banca Etruria scelto dal M5S come anti-Gentiloni, non è riuscito a battere il presidente del Consiglio, che si è aggiudicato la sfida per il collegio di Roma Trionfale.

I PROMOSSI – Staccano direttamente il biglietto per Montecitorio, senza dover quindi aspettare il recupero nel proporzionale, la sottosegretaria Maria Elena Boschi, che a Bolzano batte Michaela Biancofiore, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che trionfa a Siena; il titolare delle Infrastrutture Graziano Delrio, in corsa a Reggio Emilia; il ministro per lo Sport Luca Lotti, nel collegio di Empoli e la ministra della Salute Beatrice Lorenzin a Modena. Al Senato passa anche Emma Bonino, che nel collegio senatoriale di Roma 1 batte il candidato del centrodestra Federico Iadicicco.

TORNA BOSSI, DEBUTTA GALLIANI – Nelle file del centrodestra, ottengono un seggio alla Camera la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che vince nell’uninominale di Latina, l’ex ministro Mariastella Gelmini, rieletta in Lombardia con Forza Italia e Umberto Bossi che torna in Senato come capolista della Lega nel collegio plurinominale Lombardia 3. Tra i vip dello sport candidati da Forza Italia e fedelissimi di Silvio Berlusconi, l’ha spuntata l’ex ad rossonero Adriano Galliani, ora pronto alla nuova avventura al Senato. Non ce l’ha invece fatta il presidente della Lazio Claudio Lotito, candidato in Campania.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • chiarinil@racine.ra.it 7 marzo 2018

    cara presidenta, finalmente ti renderai conto che nessuno ti vota, neanche i tuoi amati ciellini ti hanno votato,comunque sei caduta in piedi con il ripescaggio, questo mi rammarica assai, perchè parte del mio stipendio per forza sarà destinato a te

  • aprilia48@yahoo.it 6 marzo 2018

    Adesso, la signora, si metta davanti ad uno specchio e si canti bella ciao.

  • lorenzodemaso@libero.it 6 marzo 2018

    ..pirozzo ma vai a quel paese così non hai fatto vincere la destra e neanche hai fatto gli interessi di amatrice che imbecille!!

  • merighifranco1@gmail.com 6 marzo 2018

    Sono un vigliacco . Vorrei scrivere cio’ che farei alla “boldrini riciclata” ma non lo faccio per
    paura di essere denunciato e perseguitato da questa str**** che ha l’hobby di farlo .
    Spero comunque che qualcuno lo faccia per me’ ma e’ dura . . . quando lei gira son sempre piu’ di tre .

  • fghajdk@csj.com 6 marzo 2018

    Gli elettori ti bocciano e tu rientri dalla finestra. Dignità e onore sono parole sconosciute a certi individui. I 15.000 euro al mese e i privilegi sono la stella polare che li guida nel loro cammino politico parassita mirato al raggiungimento del benessere costruito senza lavorare ma solo sul sacrificio degli italiani tartassati. Si fanno le leggi elettorali su misura e poi si permettono pure di dare lezioncine di moralità… VERGOGNA, PARASSITI !!!