Basta svantaggi per la Sicilia: all’Ars arriva la legge per lo sviluppo dell’Isola

All’indomani delle politiche e del voto di massa al M5S, portatore dell’istanza del famigerato reddito di cittadinanza, il quale sembra aver riportato una ventata di nostalgia per il vecchio assistenzialismo di Stato, alcuni deputati siciliani hanno pensato di rilanciare, mettendo al centro l’insularità della Sicilia come condizione per sostenere i diritti dei cittadini e soprattutto di chi fa impresa e crea nuova ricchezza.

Riconoscere gli svantaggi della Sicilia

«Stiamo andando oltre i colori politici – dichiara il deputato regionale di FdI Gaetano Galvagno – nell’interesse dei siciliani. Siamo stanchi di essere considerati da Roma solo nel momento del bisogno e dei sacrifici. È ora di dare risposte alla gente. Con l’onorevole Lo Curto, prima firmataria della proposta di legge sull’insularità, siamo entrati subito in sintonia e abbiamo lavorato su questo Ddl senza guardare ai partiti d’appartenenza». Ma che cos’è questo principio dell’insularità che i deputati Lo Curto, Galvagno, Figuccia, Pullara, Bulla, Compagnone e Di Mauro, propongono di inserire nello Statuto siciliano? Il testo della proposta di legge così recita: «Lo Stato riconosce gli svantaggi derivanti dalla condizione di insularità e garantisce le misure e gli interventi conseguenti per assicurare la piena fruizione dei diritti di cittadinanza dei siciliani».

L’obiettivo: ridurre i costi e dare slancio all’economia

I deputati Lo Curto e Galvagno sono convinti che «la modifica dello Statuto con l’aggiunzione dell’art. 38 bis comporterà l’immediata armonizzazione delle leggi nazionali a tale principio, ridurrà attraverso misure di fiscalità di vantaggio e compensative, il gap infrastrutturale e i maggiori costi oggi affrontati da chi vuole fare impresa e investire in Sicilia. Saranno ridotti i costi di gas, elettricità e carburanti, ripartiranno i cantieri per costruire strade porti e ferrovie, arriverà l’alta velocità e l’alta capacità. Altro che reddito di cittadinanza e di inclusione – chiosano Lo Curto e Galvagno – finalmente si potrà parlare di economia sana, di sviluppo vero e lavoro».

Un referendum per dare più forza alla proposta

I firmatari della proposta, inoltre, proporranno all’Assemblea Regionale Siciliana che sulla questione venga indetto un Referendum consultivo regionale, al fine di dare maggiore “potere contrattuale” ai parlamentari nazionali siciliani che dovranno perorare la battaglia per la modifica dello Statuto in Parlamento a seguito dell’approvazione dell’Ars. Gaetano Armao, vicepresidente della Regione ed estensore del progetto di inserimento della condizione di insularità nello Statuto, ha ringraziato i deputati firmatari della proposta di legge ed ha auspicato che in breve tempo siano in tanti i deputati all’Ars a sottoscriverla. Certamente l’iter per l’ottenimento della condizione d’insularità è ancora in fase embrionale, ma è una prima sensata e concreta risposta dei “partiti tradizionali” alla questione meridionale e più in dettaglio siciliana. Non assistenzialismo, ma garanzia che tutti i cittadini, da Bolzano a Capo Passero, siano messi nelle condizioni di partire dalla stessa base di partenza.