Bardonecchia, Gasparri: «Eredità dei governi di sinistra: ci hanno reso deboli»

Una invasione di campo «illegale» che pone dei «seri interrogativi» sia sull’arroganza dei francesi sia sulla nostra debolezza. Maurizio Gasparri interviene sul blitz della polizia francese nella stazione di Bardonecchia per controllare dei migranti, sottolineando che il problema non è solo Oltralpe, ma anche interno.

«L’illegale invasione di campo dei francesi, che a Bardonecchia hanno letteralmente fatto un blitz anti immigrati pur essendo in territorio italiano, pone dei seri interrogativi», ha commentato il senatore azzurro, sottolineando che «la lesione della nostra sovranità nazionale mette a nudo l’inaffidabilità di un Paese troppo accondiscendente nei confronti dei clandestini». «Abbiamo il diritto di criticare i francesi, ma questo episodio – ha aggiunto Gasparri – è frutto non solo dell’arroganza altrui, ma anche della debolezza dei governi di sinistra verso gli immigrati». «Il centrodestra al governo vuole risolvere il problema clandestini e far rialzare la testa all’Italia. La minaccia del fondamentalismo islamico ci impone riflessioni serie sul radicamento dell’odio verso l’Occidente anche da parte degli immigrati di seconda generazione. Ma agire da soli non serve», ha proseguito il senatore, che aveva parlato della necessità di una strategia internazionale anche dopo gli arresti dei giorni scorsi di islamici radicalizzati.

Il senatore di Forza Italia, quindi, ha ribadito che «la Francia non può fare come le pare. Abbiamo sin troppo sopportato l’arroganza di un’Europa che ha imposto guerre sbagliate. Servono una svolta e norme internazionali comuni per trattenere i presunti terroristi e controllarne le azioni». «Quanto fatto finora non basta», ha rimarcato Gasparri, ricordando che «sul Mattino di oggi leggiamo dei metodi del noto imam della moschea di Piazza Mercato, tra l’altro un italiano, ex francescano convertito, che prende parte ai tavoli di concertazione del Viminale, ma la cui riluttanza ad aprire ai non musulmani e l’uso esclusivo della lingua araba la dicono lunga sulla necessità di controlli di certi posti al di là dei finti proclami». «O agiamo subito e con determinazione anche per dare segnali chiari di severità. O saremo oltraggiati da Stati come la Francia che – ha concluso Gasparri – si permettono di agire facendosi beffe della nostra Nazione».