Avvenne nel 1931 alla City Bank di New York la prima rapina della storia

La prima rapina in una bancadella storia si fa risalire al 19 marzo 1831, e avvenne non nel Far West, ma nella City Bank of New York. Il bottino fu enorme, 245mila dollari dell’epoca pari a 50 milioni di dollari odierni. Fu per così dire una rapina da gentiluomini, non come quelle di Jesse James o del Mucchio Selvaggio degli anni successivi. Due ladri di professione, James Honeyman e William J. Murray avevano fatto il calco con la cera alle serrature della banca: con quelle si introdussero nottetempo nei locali della banca richiudendo la porta dietro di loro. Dopo aver svuotato le casse e il caveau dell’istituto, rimasero in paziente attesa tutta la notte, finché i guardiani notturni non smontarono dal servizio. I due, riempite diverse borse con banconote e monete, si dileguarono facilmente nel mattino newyorkese. Pare che portarono le borse col denaro sotto degli ampi mantelli. Andarono a casa di Murray dove si divisero il bottino. La rapina destò sensazione: primo perché non erano mai state effettuate, e secondo per l’entità della somma rubata. Il Post dedicò all’avvenimento la prima pagina, e sullo stesso giornale comparve qualche giorno dopo l’avviso Reward, ossia taglia di cinquemila dollari per coloro che avessero dato informazioni utili alla cattura dei banditi. Fu Honeyman a commettere l’errore che li perse: portò la sua parte in tre bauli in una pensione dove si era registrato col nome di Jones, ma i tre bauli e il comportamento dell’uomo insospettirono il padrone di casa, tanto che avvisò la polizia. Intanto la polizia di New York non stava con le mani in mano: il suo capo, Jacob Hays, definito dalle cronache come un investigatore molto arguto ma anche metodico, iniziò a spulciare tutti i rapporti di furti o rapine avvenuti nello Stato. Così Honeyman finì nella sua lista di sospettati, in quanto poco tempo prima era stato assolto per insufficienza di prove nel processo in cui era stato accusato di aver rapinato un negozio del quartiere di Brooklin, nonché sorpreso a rubare in un battello a vapore che navigava sul fiume Hudson. I rapporti di Hays dicevano anche che era sospettato per una rapina in Inghilterra. La polizia andò a casa di Honeyman ma non trovò né lui né il bottino. Finché, il 24 marzo successivo, Honeyman portò via un baule dalla pensione dicendo al proprietario che sarebbe tornato a prendere gli altri due. L’uomo avvisò Hays che aprì i bauli e trovò dentro 185mila dollari. Atteso il ritorno di Honeyman, lo arrestò e lo portò in prigione. L’albergatore descrisse anche l’amico di Honeyman, identificato come Murray, e anche lui fu arrestato a Philadelphia, dove nel frattempo era fuggito. I due erano australiani, si erano conosciuto nella prigione di Sydney, Botany Bay, e una volta usciti avevano compiuto rapine in Australia e Inghilterra, fino a raggiungere gli Stati Uniti. I due furono condannati a cinque anni di reclusione che scontarono nel famoso penitenziario di Sing Sing, a New York, oggi non più esistente. Ma a questo punto accadde qualcosa di comico: Hays non riuscì a recuperare tutto il bottino, mancavano ancora alcune decine di migliaia di dollari, e più passava il tempo più i giornali accusavano il capo della polizia di essersi tenuto parte dei soldi. Fu allora che i due condannati, Honeyman e Murray, apprese le voci infamanti, insorsero in difesa del capo della polizia, esprimendo grande indignazione per le accuse e rivelando che una parte dei soldi era stata da loro nascosta prima della cattura: “Difficilmente – dissero – si può supporre che qualsiasi sospetto indegno possa essere attribuito a questo servitore pubblico meritevole, che aveva passato molti anni nel compimento di un arduo e spiacevole dovere”. Secondo altre fonti, invece, il primo furto con scasso della storia delle banche, sarebbe avvenuto nel 1798 a Philadelphia, nella Bank of Pennsylvania, che sarebbe stato compiuto dal falegname che aveva fatto i lavori nei locali dell’istituto di credito.