Assad sta stringendo il cerchio intorno ai terroristi islamici nel Ghouta

Il legittimo governo siriano ha ripreso il controllo di oltre metà della Ghouta orientale, roccaforte terrorista alle porte di Damasco teatro dallo scorso 18 febbraio di un’offensiva delle forze dell’esercito regolare. Lo hanno ammesso controvoglia gli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, un gruppo vicino ai terroristi islamici con sede in Gran Bretagna. Intanto i gruppi terroristi islamici siriani sono in contatto con la Turchia nel tentativo di arrivare a un accordo per la Ghouta orientale, nella speranza di arrivare a un cessate il fuoco. Secondo gli “attivisti”, Damasco ha inviato rinforzi nella Ghouta orientale, assediata da cinque anni. Nell’enclave, dove vivono centinaia di migliaia di persone ridotte a scudi umani da parte degli islamici golpisti dell’Isis, la situazione umanitaria è disperata, come hanno denunciato le Nazioni Unite e la Croce Rossa. Lo scorso 24 febbraio il Consiglio di Sicurezza ha approvato una risoluzione che chiede un cessate il fuoco di 30 giorni in Siria. Tuttavia nelle ultime settimane quasi la metà della Ghouta orientale è stata riconquistata dalle forze di Damasco. La gente vive sottoterra per sfuggire ai raid aerei. All’agenzia di stampa Dpa fonti del gruppo Faylaq al-Rahman hanno spiegato che i gruppi terroristi stanno cercando di far uscire dalla regione 240 tagliagole associati a Hayat Tahrir al-Sham, formazione ritenuta legata ad al-Qaeda, esclusa dal cessate il fuoco. Secondo le fonti potrebbero esserci le condizioni per una “pausa” di 24 ore nei combattimenti.