Stallo Alitalia, la fake news di Calenda: tutta colpa della situazione politica…

Da mesi i governi Renzi e Gentiloni si rimpallano l’Alitalia senza venirne a capo. Di rinvio in rinvio giurano che gli acquirenti sono pronti ma finora nessuno si è fatto avanti concretamente. E, nel frattempo, hanno erogato all’ex-compagnia di bandiera un maxi prestito ponte – con i soldi degli italiani – di 900 milioni di euro che, probabilmente non torneranno mai più in cassa. Eppure l’oramai ex-ministro per lo sviluppo economico, il renziamo di ferro Carlo Calenda, si permette di sostenere, con un’incredibile faccia tosta, che se nessuno si fa avanti per comprare l’ex-compagnia di bandiera affossata da una serie di gestioni manageriali devastanti, non è colpa nè dei manager che l’hanno guidata né dei governi di sinistra che si sono succeduti in questi ultimi anni ma, addirittura, di chi ha vinto le elezioni e non ha ancora governato.

I commissari di Alitalia Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, si permette di sostenere Calenda che ha lasciato dietro di sé  macerie sociali e crisi aziendali inimmaginabili e irrisolte, ”hanno fatto  quello che gli abbiamo chiesto. Gli acquirenti hanno rallentato per situazione politica ma spazi ci sono”.

Calenda risponde così sul suo profilo Twitter a chi lo incalza chiedendogli se ha delle autocritiche da fare, per il fatto che non siano stati rispettati i piani. ”Dipende quali” piani, filosofeggia l’ex-ministro renziano, la “nazionalizzazione non elimina problema industriale”. E la “liquidazione vuol dire regalare rotte e aerei”.

Ma è un fatto che, soprattutto su Alitalia, ma anche su vicende dello stesso tenore che stanno lasciando per strada migliaia e migliaia di lavoratori, strozzati dalla crisi economica, da incapacità manageriali o dalla spregiudicatezza delle multinazionali, gli ultimi governi di sinistra imposti da Napolitano e dall’Europa hanno mostrato tutta la propria incapacità e non sono stati in grado di trovare una soluzione.  Aldilà delle boutade che Calenda e soci cercano di rivendersi.