Afrin invasa dai turchi, appello dei curdi: aiutateci, siamo disperati

lunedì 19 marzo 16:36 - DI Redazione

“I rifugiati di Afrin sono disperati”. Lo ha detto alla Dpa Brossik al-Hassakeh, portavoce delle Unità di mobilitazione del popolo curdo (Ypg) ad Afrin, a proposito della situazione umanitaria nella città da ieri controllata dalle Forze armate turche e dagli alleati dell’Esercito libero siriano. Secondo le Nazioni Unite, la maggior parte della popolazione di Afrin è fuggita dal distretto, affermando che si stima che 100mila persone si trovino ancora nell’area su una popolazione di circa 323mila abitanti che vi hanno vissuto a novembre. “Decine di migliaia di persone stanno soffrendo ad Afrin: disperate e terrorizzate, migliaia di persone fuggono ogni giorno senza un posto dove stare, con poco cibo, acqua e cure mediche”, ha osservato il Comitato internazionale per la Croce Rossa su Twitter, che lavora con la locale Mezzaluna Rossa siriana per fornire coperte e pasti quotidiani. “Questa è solo una goccia nell’oceano di ciò di cui le famiglie hanno bisogno”, ha dichiarato. Hevi Mustafa, un esponente dell’autorità che governa la regione di Afrin, ha detto alla Dpa che le forze turche e i loro alleati “stanno minacciando i civili rimasti e li cacciano dalle loro case”. Mustapha ha quindi esortato le “organizzazioni internazionali a venire e ad aiutare gli sfollati di Afrin”. Tev-Dem, un gruppo di autorità curde siriane, ha affermato che “l’amministrazione civile e militare di Afrin ha deciso di fare garanzie ai civili in partenza e ha evacuato i residenti per proteggere le loro vite senza essere danneggiati”. In una nota hanno aggiunto che “non torneremo indietro a sostenere e sviluppare l’opzione di resistenza e lotta fino a quando Afrin non sarà liberata e la sicurezza verrà ripristinata”. E Ankara minaccia di fare peggio: l’operazione militare Ramoscello d’ulivo non si esaurirà con la presa di Afrin, ma proseguirà finché anche altre località della Siria settentrionale non saranno “ripulite dai terroristi”. Lo ha dichiarato ad Ankara il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, all’indomani della conquista di Afrin da parte dell’esercito turco e dei ribelli alleati dell’Esercito siriano libero (Esl). “La gente del posto ha iniziato a tornare nella regione. Il nostro obiettivo era quello di annientare il corridoio del terrore e lo abbiamo centrato in larga misura a parte piccole aree minori.

Commenti

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  • 20 marzo 2018

    Pino you are only a load mouth, I hope Putin takes over Italy and you see what real communism is all about ….people like you are what gives Italy a bad reputation….there you are in a economical crisis and your government is asking money from the USA and you criticize…let me tell you loud mouth USA. Has weapons that the world has never seen…Italy could disappear in matters of hours…let your military deal with Erdogan , why should we always help and then be criticized by you idiots 60 years later…get a life Pino1!!!

    • gdetoffoli@yahoo.it 20 marzo 2018

      Il suo cognome sembrerebbe essere italiano ( se è vero ) io sono italiano e scrivo nella mia lingua su di un giornale nazionale talmente democratico da consentire anche a me di potermi esprimere. Se dovessi sbagliare qualcosa, la testata mi correggerebbe o cancellerebbe e le dirò che mi sentirei addirittura protetto dalla professionalità dei giornalisti che mi filtrassero.
      Poiché in italia io conosco solo la mia lingua, se casualmente avesse voluto dire a ma qualcosa ed attende una risposta può esercitarsi convenientemente per la sua personale cultura con l’idioma di Dante (Alighieri)

  • gdetoffoli@yahoo.it 19 marzo 2018

    Stati Uniti D’America, grazie, state dimostrando quanto schifo fate, ci stiamo godendo a due passi da casa lo stabilizzarsi della Turkia quale paese egemone dell’area. Se non ci pensano gli sceicchi arabi o Putin sarà un disastro ! Occorre fermarlo ORA Erdogan dopo non potrete farlo più