A Cassino stele per “tutti” i caduti nella battaglia. Insorgono Anpi e Zingaretti

“In Memoria e Monito di tutti i Soldati caduti nel 1944 durante la sanguinosa Battaglia di Cassino e delle Vittime Civili di quella terribile guerra”. Per questa frase sulla stele che verrà inaugurata domani 18 marzo a Cassino, si è scatenata l’ira dell’Anpi e del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti.

Alla cerimonia di Cassino una rappresentanza dalla Germania

Per Zingaretti e compagni, è gravissimo rendere omaggio a “tutti i caduti” alle pendici di Montecassino, dove durante il conflitto era stato installato il comando tedesco del capitano Ferdinand Foltin. Ancora più grave per la sinistra nostrana che alla cerimonia venga dalla Germania addirittura il generale Hans-Werner Fritz, presidente della Confederazione tedesca paracadutisti. Polemiche stantie, che lasciano il segno. Inutilmente gli organizzatori hanno spiegato: «Domenica alle ore 15, sarà inaugurato il primo di una serie di memoriali che segneranno i percorsi della “Memoria Viva”, quegli itinerari cioè che indicati da cartelli e targhe scritte in diverse lingue, accolgano il turista fornendogli tutta una serie di informazioni utili a ripercorrere le varie tappe degli avvenimenti bellici nel territorio cassinate».  Nel mirino delle accuse sono però finiti Pino Valente, Presidente dell’Associazione Albergatori Parco di Montecassino e Linea Gustav, e Roberto Molle, Presidente dell’Associazione Battaglia di Cassino, che insistono; «L’iniziativa è assolutamente scevra da qualsivoglia significato politico» non «si vuole cancellare la storia o cambiare gli eventi che portarono distruzione e morte nel Cassinate e a Cassino».

Il sindaco di Cassino: “Onoriamo la memoria e basta”

Per il sindaco di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro, che guida una giunta di centrodestra, quelle sollevate dalla sinistra laziale sono «polemiche inutili e pretestuose. La stele è in memoria di tutti i caduti, non c’entra nulla il nazismo, il fascismo, la destra e la sinistra. È una questione di memoria».