8 marzo, in Nigeria marciano i genitori delle ragazze rapite dagli islamici

Marcia dei genitori di alcune delle 110 ragazze rapite nei giorni scorsi in Nigeria da Boko Haram. Nel giorno in cui tutto il mondo si celebra la Giornata internazionale delle donne, padri e madri sono scesi in piazza ad Abuja per ricordare al governo ed al mondo le loro figlie, rapite dai terroristi islamici il 19 febbraio scorso dopo un attacco al collegio femminile di Dapchi. Vestiti di nero, dopo un viaggio in auto di 833 chilometri per raggiungere la capitale, i genitori si sono riuniti davanti all’ingresso principale del Parlamento nigeriano. “Chiedo al governo di darci la speranza di rivedere mia figlia”, ha detto una madre in lacrime. “Ho mandato mia figlia a scuola perché volevo che potesse fare progressi nella vita. Come madre – ha lamentato un’altra donna – come posso andare avanti senza sapere che fine ha fatto mia figlia?”. A Dapchi, intanto, le autorità locali hanno assoldato 300 religiosi per pregare ogni giorno per la liberazione delle studentesse, che hanno un’età compresa tra gli 11 ed i 19 anni. Nei giorni scorsi, i vertici militari nigeriani hanno assicurato di aver dispiegato ogni mezzo per rintracciare le ragazze, scomparse dopo l’attacco al collegio che ospitava oltre 800 studentesse.