Voragine alla Balduina, l’ira dei residenti: il Comune sapeva e ci ha ignorato (Video)

Un’intera strada che crolla. Che si sbriciola e viene giù come in castello di sabbia al primo soffio di vento. E come al solito, arrivano le verifiche del day after, del “dopo disastro” a un passo dal trasformarsi in tragedia se il caso – in questa circostanza benevola – non ci avesse messo lo zampino. Una situazione rovinosa precipitata – letteralmente – dopo essere stata annunciata e paventata da continui allarmi e denunce dei residenti del quartiere capitolino, paure regolarmente ignorate dalle amministrazioni cittadine competenti, a quanto indicato in queste ore dagli abitanti della Balduina. Certo oggi, come nel più puro stile capitolino, sono in corso le verifiche di sicurezza e stabilità da parte dei vigili del fuoco dopo la maxi voragine che si è aperta nel tardo pomeriggio di ieri in via Livio Andronico: ma l’interrogativo retorico di tutti – probabilmente non solo dei romani – è: tutto questo non si poteva prevenire ed evitare?

Voragine alla Balduina: cronaca di un disastro annunciato

Dunque oggi, dopo il disastro, in collaborazione con i tecnici saranno effettuate misurazioni strumentali con mezzi adeguati. E, sempre oggi, a seguito del crollo nel quale sono state inghiottite diverse auto, per motivi di sicurezza le 22 le famiglie che sono state fatte evacuare saranno assistite e ospitate in strutture alternative, da amici e parenti, e in hotel appositamente messi a disposizione. Come anticipato, per un puro miracolo non si segnalano feriti, ma la zona rimane interdetta. «Il dissesto sì è al momento stabilizzato ma temo che ci vorranno diversi giorni per il rientro a casa dei 22 nuclei famigliari che sono stati evacuati ieri» dopo che in via Andronico, angolo via Lattanzio, a Balduina, una strada è precipitata in prossimità di un cantiere. A confermarlo in queste ore è il responsabile dei Vigili del Fuoco, Paolo Parlani, facendo il punto della situazione dopo gli inquietanti eventi che si sono verificati nel tardo pomeriggio di ieri (mercoledì 14 febbraio ndr). «I geologi de La Sapienza stanno facendo delle verifiche con una speciale strumentazione sia sul fronte della frana, che sul fronte dei fabbricati. Una strumentazione che permette anche di verificare spostamenti millimetrici», ha spiegato Parlani. In quella strada, rileva, «è stata interrotta sia l’acqua che il gas. L’Acea ha mandato una autobotte. È chiaro il disagio per le famiglie e gli abitanti del quartiere», ha sottolineato il responsabile dei Vigili del Fuoco: disagi e preoccupazioni che si innestano su problematiche endemiche e su criticità ignorate letteralmente implose con il crollo di ieri sera.

Balduina, le denunce dei residenti che il Comune ha ignorato

Da mesi tremava tutto e cadevano alberi. Una voragine annunciata. Auto inghiottite in una gola profonda provocata da cedimenti e crolli e case pericolanti: come riporta il Messaggero in queste ore, «alla Balduina, quartiere elegante di Roma, tutti, ma proprio tutti, parlano di un crollo annunciato. E ancora: «Da mesi tremava tutto e cadevano alberi, è un crollo annunciato: i residenti del quartiere non hanno dubbi; tante le denunce ignorate dal Comune. L’ultimo allarme – riferisce nel dettaglio il quotidiano capitolino – l’8 febbraio ai vigili urbani»… La gente, insomma, chiama in causa direttamente il Campidoglio e le sue strutture competenti, rimaste sorde agli allarmi e alle paure. «Non è solo un disastro annunciato, è stato anche denunciato, previsto, messo nero su bianco», scrive il Messaggero riferendo le segnalazioni rimaste inascoltate dei residenti del quartiere di Roma nord, e argomentando le polemiche conseguenti il disastro. «L’ultimo allarme – prosegue il testimone, un avvocato e inquilino di una delle due palazzine a rischio crollo e per questo evacuate che, insieme alla moglie e al figlio di appena 4 mesi, ha dovuto riparare trovando ospitalità da alcuni amici– l’ho inviato l’8 febbraio ai Vigili del XIV gruppo, al dipartimento Ambiente del Comune. Si tratta di una e-mail certificata, una pec, guardatela», esorta l’uomo ancora sconvolto per quanto successo nonostante segnalazioni e richiami continui. E come le sue, se ne potrebbero citare molte, moltissime altre, di denunce ed esposti, di video e e-mail presentati contro quel cantiere che da ottobre aveva reso impossibile la loro quotidianità, alimentando paure e polemiche. Paure e polemiche del tutto fondate. Paure e polemiche il cui fragore risuona insieme al rumore del disastro di ieri che ancora riecheggia nell’aria.