Virginia Raggi costretta al mea culpa pubblico: ha violato la legge sulla Par condicio

venerdì 16 febbraio 17:12 - DI Viola Longo

Non è come una crocifissione in sala mensa, ma insomma per lo meno ricorda molto da vicino le locandine di “affissione abusiva” che si appiccicano sui manifesti illegali. È la sanzione prevista dall’AgCom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, all’amministrazione Raggi, colpevole di aver violato le norme sulla Par condicio, che prevedono regole stringenti anche per le pubbliche amministrazioni. In sintesi, si tratta di misure studiate per evitare che i partiti si mettano a fare propaganda elettorale nascondendosi dietro la facciata della comunicazione istituzionale.

Sotto accusa il bollettino “La sindaca informa”

Le leggi sulla materia, le sentenze della Corte costituzionale e le delibere dell’AgCom che ne derivano sono molto chiare nel dire che in campagna elettorale la comunicazione delle pubbliche amministrazioni deve essere impersonale e indispensabile allo svolgimento delle funzioni amministrative. Caratteristiche che non si ravvisano nel bollettino La sindaca informa, che invece, con tanto di foto in primo piano di Virginia Raggi, è iperpersonalizzato e che ha continuato a esserlo anche a comizi elettorali ormai ampiamente convocati. Una anomalia che non è passata inosservata e che ha portato a una denuncia agli organismi competenti.

Violata l’impersonalità della comunicazione

Nel corso dell’istruttoria, l’Autorità ha chiesto delle controdeduzioni al Comune, che però ha prima fatto scadere i termini e poi, a tempo scaduto, ha replicato, sostanzialmente, che La sindaca informa non aveva violato alcuna normativa e che le dichiarazioni di Virginia Raggi e dell’assessore Daniele Frongia contenute nel bollettino (che verteva su argomenti come “The Pink Floyd exhibition” o il Sei nazioni di rugby), erano in linea con la legge. Una lettura che non ha affatto convinto l’AgCom: nel suo ordine nei confronti di Roma Capitale l’Autorità ha rilevato che in quella comunicazione «non ricorre il requisito dell’indispensabilità né l’indifferibilità delle attività ai fini dell’efficace assolvimento delle funzioni proprie dell’ente». «Inoltre – ha sottolineato ancora l’Agcom – la pubblicazione di foto della sindaca, unitamente all’utilizzo del logo dell’ente e di dichiarazioni direttamente riferibili alla sindaca stessa e all’assessore Daniele Frongia, rende il materiale informativo pubblicato dall’ente non confomre al requisito di impersonalità».

L’AgCom sanziona Virginia Raggi

Per questo l’Autorità ha ordinato «a Roma Capitale di pubblicare sul proprio sito web, sulla home page, entro tre giorni dalla notifica dell’atto, e per la durata di 15 giorni, un messaggio recante l’indicazione di non rispondenza a quanto previsto dall’art. 9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28 (conosciuta come legge sulla Par condicio, ndr) della comunicazione istituzionale realizzata mediante la pubblicazione della pagina La sindaca informa». Nel massaggio «si dovrà fare espresso riferimento al presente ordine». Non proprio una crocifissione in sala mensa, ma poco ci manca.

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