Veronica Lario vuole ancora il maxi assegno e fa ricorso. La motivazione? Ridicola…

A un maxi-assegno da 1,4 milioni al mese non si rinuncia tanto facilmente. E Veronica Lario non vuole rinunciare alla bella vita che faceva fino al novembre scorso sulle spalle di Silvio Berlusconi. È così che la ex first lady ha pensato bene di dare incarico ai suoi avvocati di promuovere un ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello di Milano che a novembre le ha cancellato la rendita stellare che fino ad allora le aveva garantito l’ex marito.

È naturalmente diritto di Veronica Lario fare ricorso contro  una sentenza che le dà torto. Ma almeno la signora  poteva trovare una motivazione un po’ più seria. Scrivono infatti gli avvocati che Veronica ha rinunciato in giovane età, e su richiesta (affermano)  di Berlusconi, alla «carriera di attrice per dedicarsi interamente alla casa, alla famiglia e all’allevamento dei tre figli Barbara, Eleonora e Luigì. Una situazione da cui Berlusconi avrebbe tratto due vantaggi: potersi dedicare più liberamente e intensamente alle molteplici attività imprenditorialì e  costruirsi un’immagine di capo di una famiglia felice, largamente sfruttata nella propria vita politica».

Povera signora Veronica, è proprio duro rinunciare al teatro per fare la moglie devota di uno degli uomini più ricchi d’Italia. Le risulterà difficile però dimostrare che avrebbe potuto godere dello stesso,  sontuoso tenore di vita di cui gode da  svariati decenni se fosse accaduto l’inverso di quello che oggi denuncia: se cioè avesse continuato a fare l’attrice rinunciando a essere la moglie di Berlusconi…