Vacilla il concorso Inps svolto nel caos della neve: l’ira dei disabili

Proteste, caos, annunci di ricorsi, possibili “class action” contro chi ha autorizzato lo svolgimento del concorso Inps, a Roma, che neanche l’emergenza neve ha fermato. “Nonostante le scuole siano chiuse e i trasporti vadano a singhiozzo, ci hanno chiesto di venire a Roma”, ha scritto sui social uno dei 22mila candidati, chiamati a partecipare all’esame per 365 posti da “analista di processo”, banditi dall’istituto di previdenza. La prima prova era, quindi, “riuscire ad arrivare nonostante il meteo“, perché “visto che i treni non ci sono”, si interrogano, “come ci presentiamo? Con lo shuttle?“. Qualcuno ha preso il pullman e ce l’ha fatta. “Non ho dormito”, scrive un altro ma sono alla stramaledetta” prova. “Ce l’ho fatta a partire pochi minuti fa da Trieste per Roma”, scrive un’altra candidata su Fb. “Domani (oggi, ndr.) riuscirò a essere al concorso, pare -racconta -. Volevo partire stamattina, ma in biglietteria alle 7.30 mi hanno detto che il primo treno era alle 13.02. Tutti gli altri erano inibiti”. Ho “la prova al secondo turno”, ma non tutti sono così “fortunati”.

E’ una vergogna, come fanno i fuorisede?“, “a fare i concorsi non ci sono solo i romani” contestano a suon cinguettii con l’hashtag #concorsoinps, #inps e #roma. Interrogativi che restano senza risposta e che lasciano prevedere un possibile strascico giudiziario con l’ipotesi di annullamento del concorso. L’amarezza è tanta, come quella di una candidata, laureata in Giurisprudenza, che lamenta di non poter raggiungere la Capitale visto che “sono una ragazza disabile” e vivo “in una zona di montagna sommersa dalla neve”. “Ma davvero non è previsto alcun tipo di tolleranza in assoluto per chi a causa del maltempo è arrivato in ritardo alla prova?”, chiedono ancora su Facebook mentre in decine annunciano già “un’ondata di ricorsi”.