Vaccini: nella rissa tra Raggi e Lorenzin famiglie romane nel caos

«Bisogna rispettare le leggi dello Stato e, se ce n’è una che prevede che tutti i bambini che vanno a scuola siano sottoposti ai vaccini, non si può infrangere. La sindaca Raggi pensi piuttosto a mettere in moto tutti quei meccanismi che possano consentire alle Asl di vaccinare in fretta tutti i bambini, senza ritardi». Così Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici di Roma, interviene dopo la mozione del sindaco Raggi per garantire l’accesso alle scuole anche ai piccoli non vaccinati.   «Il Sindaco Raggi e l’Assemblea Capitolina si sono trasformati in un nuovo organo tecnico scientifico delle istituzioni italiane – attacca la Lorenzin – non solo si occupano di virus e batteri, ma forse presto si occuperanno anche di nuove terapie geniche o di terapie oncologiche. Non si può scherzare sulla pelle dei nostri bambini».

La Raggi giustifica la sua scelta sui vaccini: “Colpa della Lorenzin”

La replica della Raggi non si è fatta attendere. «Per colpa della Lorenzin e dei ritardi nelle prenotazioni della Regione Lazio – ha risposto la sindaca su Fb – da marzo i bambini ancora in attesa della vaccinazione rischiano di essere cacciati dai nidi e dalle scuole di infanzia per i restanti quattro mesi di questo anno scolastico e educativo. I loro diritti, invece, vanno tutelati». Per l’esponente M5S, «i genitori e i loro figli non possono pagare così duramente le lungaggini burocratiche di un decreto scritto male e le inesattezze di circolari confuse. Mi riferisco alle lunghissime attese, alle liste interminabili alle Asl e negli ospedali che tutti conosciamo ad eccezione – a quanto pare – del ministro alla Salute».

Il presidente dei pediatri: “Non si gioca sulla pelle dei bambini”

«Queste speculazioni sulla salute dei bambini non si possano accettare – avverte il presidente nazionale della Federazione italiana medici pediatri, Giampietro Chiamenti – Posso capire che il sindaco Raggi si trovi di fronte a una situazione esplosiva a Roma, dovuta alle difficoltà organizzative, ma la risposta non è quella di dare la sensazione di ignorare una legge e rendere Roma diversa da tutto il resto del Paese». Per Chimenti, «dare la sensazione che le istituzioni siano contro le vaccinazioni è un messaggio dirompente nei confronti della popolazione stessa. Questa affermazione arriva durante una campagna elettorale dove prevalgono motivazioni politiche anziché scientifiche. Con la salute delle persone – conclude – credo non sia lecito scherzare».