Uniti nell’amore e nell’addio alla politica. Il duo Bondi-Repetti fuori dalle liste

Addio al Palazzo. Tra i grandi esclusi di questa tornata elettorale anche l’inossidabile coppia Sandro Bondi-Manuela Repetti. Per l’immarcescibile duo, unito da un grande amore e dalla stessa transumanza politica, non c’è posto in nessuna lista. Troppi giri di valzer per restare in pista. Neppure il generoso Matteo, l’ultimo amore politico della coppia, che ha trovato uno strapuntino per Casini, ha voluto premiare l’ingombrante coppia. Sandro e Manuela si sono mossi in simultanea in tutte le rocambolesche piroette politiche che gli sono costate l’esclusione dalle liste sia in coppia che da single.

La coppia Bondi-Repetti fuori dalle liste

Sandro, ex fedelissimo di Berlusconi («a Silvio, vita splendente» dedicò persino una poesia di raro lirismo), ex ministro del centrodestra, accusato di alto tradimento quando abbandonò la casa azzurra (dove nel 2009 conobbe la Repetti, collega al Senato, per la quale lasciò la moglie), autodefinitosi Giuda («il discepolo che più di ogni altro ha preso sul serio Gesù») fece le valigie fulminato sulla strada di Renzi per poi innamorarsi dell’amico di sempre, Denis Verdini, e approdare, dopo solo 6 mesi di fedeltà ad Ala, al gruppo misto dove è rimasto fino agli ultimi giorni di Palazzo Madama, insieme alla fedelissima compagna. Uscito di scena nel silenzio, Bondi da anni fugge dai riflettori dopo aver dichiarato di volere essere dimenticato. Non altrettato timida la cinquantunenne Manuela, che fino all’ultimo si è sperticata in lodi alla corte renziana. «Sono sempre stata una sostenitrice di Renzi, qualcuno mi descriveva già un po’ troppo renziana quando ero in Forza Italia – raccontò all‘Espresso – ho sempre pensato che Renzi fosse un uomo molto in gamba quando ancora scalava la segreteria e invece non solo si è rivelato in gamba ma anche capace. Credo stia lavorando per il bene del Paese». Mentre al Nazareno incassavano la fiducia al governo Renzi ma prendevano le distanze  negando qualsiasi ingresso della coppia nel partito, lei non ha esistato a difendere Maria Elena Boschi dalla «ignobile persecuzione» e a lanciare il cuore oltre l’ostacolo nella crociata contro i nemici a Cinquestelle. «Lo scandalo vero in Italia è che esistono dei Luigi Di Maio che dicono impunemente falsità gravissime», disse la signora Bondi. Ma non le è bastato. Insieme per l’Italia, sì, ma da soli e senza scranno.