Una via ai Martiri delle Foibe nell’ex Stalingrado d’Italia: Sesto non è più “rossa”

L’esempio viene da Sesto San Giovanni, la ex Stalingrado l’Italia, oggi amministrata dal centrodestra.  «Oggi ricuciamo la storia e anche un pezzo della città del futuro». Con queste parole di Antonio Lamiranda, assessore all’Urbanistica, è stato inaugurato il secondo tratto di via Martiri delle Foibe, che si sviluppa da viale Italia e via Trento. «Un percorso avviato anni fa, quando da consigliere presentai una mozione chiedendo l’intitolazione di una via per ricordare queste vittime – ha ricordato Lamiranda – Con coraggio, l’allora sindaco Giorgio Oldrini insieme al capogruppo Andrea Rivolta, fecero loro l’idea. Oggi sono contento da assessore di portare a termine questa proposta e riconsegnare alla città un altro pezzo della Sesto deindustrializzata».

Insieme alla Giunta e ai consiglieri di maggioranza e opposizione,  – ricostruisce il Giorno– c’erano soprattutto le associazioni degli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia. «È un piacere essere a Sesto, dopo che anni fa vennero ospitati negazionisti in una conferenza – ha commentato Tito Lucilio Sidari, sindaco e presidente del libero comune di Pola in esilio – Da 12 anni teniamo un corso all’Università della Terza Età su questo pezzo di storia. Il primo anno fummo costretti a togliere dal titolo del seminario la parola Italia per non destare polemiche. Nessuno può dominare la memoria. Non possiamo e non dobbiamo dimenticare».

L’amministrazione ha organizzato diverse iniziative. «Spetta alle istituzioni ricordare una verità ancora non del tutto condivisa», ha dichiarato il sindaco Roberto Di Stefano. Alla cerimonia hanno preso parte anche il segretario del Pd Nicola Lombardo e la vicepresidente uscente del consiglio regionale Sara Valmaggi. Sesto si dimostra un esempio da imitare per la civiltà dimostrata e Romano La Russa  non le manda a dire, invece, al sindaco di Milano Beppe Sala. «Che il sindaco di Milano prenda esempio da Sesto – dice al Giorno il coordinatore provinciale di FdI – Qui i martiri delle Foibe vengono ricordati alla luce del sole e con orgoglio, mentre a Milano Sala e i suoi compagni chiedono di ricordare al buio e nelle segrete stanze tanti nostri connazionali, infangandone il ricordo».