Tillerson va in Sudamerica: “Libertà per il Venezuela e il popolo cubano”

martedì 6 febbraio 16:00 - di Redazione

Rex Tillerson, segretario di Stato americano, si è riunito con la ministra degli Esteri peruviana, Cayetana Aljovin, nell’appuntamento iniziale del suo viaggio ufficiale in Perù. Tillerson incontrerà anche il presidente peruviano Pedro Pablo Kuczynski. Il segretario di Stato è giunto da Buenos Aires, altra tappa del viaggio in America Latina che è partito con la visita in Messico e si concluderà in Colombia. La missione serve, tra l’altro, ad aumentare la pressione sul Venezuela di Nicolas Maduro. “Non stiamo difendendo un cambio di regime, ma vogliamo che ci sia un cambiamento pacifico” in Venezuela. Lo ha detto il segretario di Stato americano, rispondendo alle domande degli studenti dell’università di Austin alla vigilia della sua missione in America Latina. “Continuamo a fare pressioni sul regime di Caracas affinché ritorni ad un processo democratico”, ha aggiunto Tillerson. Il segretario di Stato ha anche parlato dei rapporti con Cuba, affermando che “il futuro delle nostre relazioni dipende dall’Avana. Gli Stati Uniti continueranno ad appoggiare il popolo cubano nella lotta per la libertà”. Ma la dittatura del Venezuela è pronta a far fronte alla minaccia di possibili sanzioni petrolifere di Stati Uniti ed Argentina. Ad affermarlo è stato il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, intervenendo su Facebook e facendo riferimento alle parole del segretario di stato americano, Rex Tillerson, impegnato in una visita in America Latina. Nel corso di una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri argentino Jorge Faurie, Tillerson aveva ventilato la possibilità di sanzioni contro il settore petrolifero venezuelano per esercitare maggiori pressioni sulle autorità di Caracas. “Ho visto Tillerson in visita in Argentina, ci minaccia con un embargo petrolifero. Siamo preparati. Siamo pronti ad essere liberi e nulla e nessuno ci fermerà”, ha dichiarato Maduro.

Commenti

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  • Giancarlo Cotroneo 7 febbraio 2018

    Un po’ criptico , e pure un po’ fazioso , Socratico , ma alcuni spunti di riflessione li fornisce . Grazie

  • Socratico 7 febbraio 2018

    Il programma statunitense per il Sudamerica è ovvio e giusto per riportare alla ragione in maniera molto pragmatica tutte quelle nazioni cadute in rovina, con milioni di morti innocenti e desaparecidos causati dalla chiesa cattolica locale in mano ai gesuiti servendosi della stramaledetta Teologia della Liberazione. Per cui sono cessata tutte le libertà laiche, le uniche capaci di creare progresso e benessere se non cadono schiave di confessionalismo, vedi l’Italia che è in mano ai cattolici. Asserisco tutto questo come cristiano. Punto.
    L’iniziativa di Trump – per i più acuti osservatori – strappa la maschera ai recenti ” pellegrinaggi” (a nostre spese finanche) dell’attuale pontefice di corsa in giro per gli stati e satelliti vari dell’America del Sud.
    All’Europa e all’Africa, in assenza di Bergoglio, che quando c’è fa finta di dormire, ci pensa il socio George Soros.
    A buoni intenditori.