Strage di Erba, Rosa e Olindo fanno ricorso: nuovi reperti da analizzare

lunedì 19 febbraio 15:46 - di Redazione

Nuova puntata sulla strage di Erba. I legali di Olindo Romano e Rosa Bazzi hanno impugnato in Cassazione il provvedimento con cui, lo scorso 30 gennaio, giudici della Corte d’Appello di Brescia non hanno ammesso l’incidente probatorio su nuovi reperti mai analizzati nell’ambito di indagini e processi sulla strage di Erba dell’11 dicembre del 1996. I difensori di Olindo Romano e Rosa Bazzi  ritengono il provvedimento “a dir poco eccentrico”. I legali della coppia condannata all’ergastolo per l’eccidio, nel ricorso alla Suprema Corte lamentano il fatto che i giudici bresciani non si sarebbero attenuti alle linee imposte dalla Cassazione (che aveva annullato una loro precedente decisione) e parlano di “cambio di rotta” della Corte d’appello che, durante l’udienza, aveva di fatto ammesso l’incidente probatorio, tanto che era ne era stata fissata un’altra per la nomina dei consulenti. L’unica “questione” nuova era stata quella su chi dovesse anticipare le spese per gli accertamenti. La difesa aveva spiegato che gli anticipi sarebbero stati a carico dei coniugi Romano dopo una “raccolta di fondi di iniziativa popolare”.

Strage di Erba, la sentenza d’appello

«La richiesta di incidente probatorio – si leggeva nella decisione dei giudici della Corte d’Appello – deve ritenersi funzionale a una, seppure futura ed eventuale, richiesta di revisione. Tale richiesta deve essere, seppur in astratto, rigorosamente orientata e in grado di scardinare le prove già acquisite e che hanno costituito il giudicato. In altri termini, la richiesta di incidente probatorio deve avere un’astratta potenzialità distruttiva del giudicato con il quale si deve in qualche modo confrontare». Altrimenti, è il ragionamento dei giudici, sarebbe consentita «una ricerca indiscriminata della nuova prova funzionale alla revisione senza alcun vaglio».

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