Strage al Tribunale di Milano: tra le guardie giurate c’era anche un clandestino

C’era anche un cittadino serbo, già espulso dall’Italia e considerato a tutti gli effetti clandestino, tra le guardie giurate che prestavano servizio nel tribunale di Milano, il 9 aprile 2015. Una data tragica: è il giorno della strage commessa da Claudio Giardiello, entra armato nella cittadella giudiziaria di Porta Vittoria,  uccide tre persone e ne ferisce altre due in maniera grave. Oggi Giardiello è all’ergastolo per quella strage senza precedenti.

Quel giorno in Tribunale in servizio 4 pregiudicati

Come rivela il quotidiano Il Giornale, c’era in servizio anche «una guardia giurata con una sfilza di precedenti». Il serbo Riza Z., che «era stato espulso dall’Italia ma, tanto per cambiare, era rimasto nel nostro Paese». Irregolare, ma ciò non gli impedisce di avere un aggiornatissimo account Facebook. Nella foto profilo posa tuttora orgoglioso in divisa, davanti allo sportello di una banca milanese. I suoi connazionali gli fanno persino i complimenti, si congratulano con l’amico che ce l’ha fatta a trovare un posto di lavoro così prestigioso oltre confine. Ma il serbo irregolare non è l’unico che non doveva essere lì. Il quotidiano milanese cita «un manipolo di pregiudicati, accusati di reati gravissimi – furto, rapina, traffico di stupefacenti – ma tutti con la divisa della legge». L’organigramma dei vigilantes è solo uno degli aspetti sconcertanti di una vicenda di malagiustizia. Le guardie con precedenti penali importanti erano quattro, altre tre avevano frequentazioni poco raccomandabili. Tutte avevano in comune la preparazione insufficiente. Non avevano seguito alcun corso, erano state semplicemente piazzate davanti agli ingressi. Con i risultati che tutti ormai conoscono.

L'uomo condannato all'ergastolo per la strage nel tribunale di Milano

L’uomo condannato all’ergastolo per la strage nel tribunale di Milano

La sicurezza nel tribunale di Milano faceva acqua da anni

Fabrizio Cassinelli, cronista di nera dell’Ansa, aveva già raccontato a caldo, nel suo profio Facebook, quello che era un vero e proprio segreto di Pulcinella. «La sicurezza in tribunale fa acqua da anni. Ciononostante è stata trasformata in vigilanza semi armata (in parte guardie giurate in parte disarmate, servizio di portierato) per motivi di contenimento dei costi. Poi ci sono i carabinieri, ovviamente: quattro gatti. Oggi vedere l’esercito fuori dagli ingressi è ridicolo. La classica operazione di facciata. E poi chi ci mettono? Né bersaglieri, né truppe ad alto livello di addestramento. A milano non ce ne sono più, sempre per il contenimento dei costi». Ora le rivelazioni del Giornale, ancora più incredibili: tra le guardie giurate c’erano pregiudicati e persino un immigrato “irregolare”. Una sequela di omissioni che non finisce mai di stupire.