Solo nella nostra alleata Libia l’Isis non è stato ancora sconfitto: altri scontri

Tre soldati libici sono rimasti uccisi negli scontri armati con miliziani dell’Isis nella città di Zalla, 750 km a sud-est di Tripoli. Gli scontri sono avvenuti nei pressi degli impianti petroliferi di Dahra. Secondo le informazioni diffuse da ambienti militari, altri 2 soldati sono rimasti feriti. Due i terroristi uccisi, molti i veicoli dei terroristi distrutti. L’azione odierna è stata condotta dopo l’attacco portato ieri da miliziani dell’Isis in una stazione ferroviaria. Gruppi armati, anche legati all’autoproclamato Esercito nazionale libico, impediscono a “migliaia di famiglie di sfollati” di tornare nelle proprie case nella città di Bengasi. Lo denuncia Human Rights Watch, secondo cui gli sfollati hanno riferito di furti, torture, arresti e sparizioni forzate per mano di gruppi legati all’Esercito nazionale libico. Anche Amnesty International ha denunciato che “migliaia di persone restano intrappolate nei campi di detenzione libici dove la tortura è all’ordine del giorno”. “Un anno fa il governo italiano, appoggiato da quelli europei, ha sottoscritto un equivoco accordo col governo della Libia a seguito del quale migliaia di persone sono finite intrappolate nella miseria, costrette a subire tortura, arresti arbitrari, estorsioni e condizioni di detenzione inimmaginabili nei centri diretti dalle autorità libiche”.
(Foto: Strategic culture foundation)