Siria, ecco la verità sul Ghouta, dove i mercenari Isis usano scudi umani

martedì 27 febbraio 16:09 - di Antonio Pannullo

Negli ultimi giorni sono circolate notizia di centinaia di civili uccisi in East Ghouta dai siriani e da attacchi aereo russi. Questa campagna di disinformazione è iniziata con l’Unione delle organizzazioni di assistenza medica e di soccorso (#UOSSM), che ha addirittura raccontato che l’aviazione bersagliava gli ospedali. Ma chi è la fonte di queste informazioni? La fonte è tale  Ahmad Sweida, direttore di un ospedale che si è fotografato orgogliosamente con la bandiera dell’Isis; la seconda fonte era Omar Al-Sweid, un cosiddetto medico dallo stesso ospedale che in un’altra foto è mostrato con fucile semiautomatico al seguito. La domanda poi dei media occidentali su Est Ghouta è falsa: perché i civili non abbandonano la zona di battaglia? Il Ghouta orientale, nella campagna orientale della provincia di Damasco, è a un tiro di schioppo dal centro della capitale siriana. Questa è una delle aree della Siria controllate dalle organizzazioni terroristiche. Esse hanno utilizzato il territorio di cui si sono impadronite come una base per far piovere missili e razzi su civili innocenti di Damasco, ma di questi bombardamenti i media occidentali ovviamente non parlano mai. Emergono solo resoconti sul fatto che centinaia di civili vengono uccisi ogni giorno dagli attacchi aerei siriani e russi. Ahmad Sweida, il direttore di un ospedale di East Ghouta, è un noto salafita, ed è lui che che è utilizzato come fonte dalle Ong e dalle varie organizzazioni di soccorso. Perché sulla Siria i media forniscono solo notizie di parte? Abbiamo visto l’orribile filmato di East Ghouta, ma che dire di quello di Damasco dopo che i cosiddetti “ribelli” hanno rovesciato l’inferno sui civili? Perché i media non hanno riferito che pochi giorni fa i “ribelli moderati” hanno colpito una scuola di Damasco e che hanno ucciso tre bambini? Il filmato di questo episodio non è mai stato diffuso dalle nostre tv. E perché non hanno dato notizia degli altri innocenti che vengono uccisi da questi bombardamenti indiscriminati, come è successo ancora nelle ultime ore? Qual è la principale differenza tra i civili di Damasco uccisi dai “ribelli” di Ghouta orientale e quelli uccisi dai raid aerei siriani e russi a Ghouta orientale? La differenza è che i “ribelli” nella Ghouta orientale colpiscono deliberatamente i civili nelle aree controllate dal governo, mentre la Siria e la Russia stanno prendendo tutte le precauzioni in modo che non lo questo non avvenga. Quando avviene, è perché i terroristi dell’Isis si nascondono dietro scudi umani prigionieri. E mentre abvbiamo visto – e dimenticato – le innumerevoli di decapitazioni e stermini di interi villaggi e città da parte dell’Isis, le organizzazioni internazionali e i media si concentrano sui bombardamenti del legittimo governo siriano sui terroristi. E’ chiaro che siamo di fronte a una mistificazione della realtà, ben condotta anche con l’aiuto di esperti occidentali. Cinicamente, infatti, anche gli Stati Uniti sanno che possono schierare i propri media per incolpare le forze filogovernative di tutte le perdite civili, come hanno fatto sin dall’inizio di questo conflitto che fino ad oggi ha causato la morte di centinaia di migliaia di persone. Il governo siriano ha usato gli elicotteri per lanciare volantini sulla Ghouta orientale spiegando ai civili come sfuggire alla zona di battaglia, e ha garantito loro cibo, medicine e riparo e ha spiegato come uscire in sicurezza tramite un corridoio umanitario. Il governo siriano ha fatto uno sforzo enorme per costruire una società postbellica funzionante in cui si capisca che la popolazione è la base per la legittimità, lo sviluppo e la creazione di ricchezza, ed è un’affermazione irrazionale sostenere che il governo siriano abbia avuto una tendenza a massacrare la propria popolazione civile. Al contrario, i terroristi di East Ghouta colpiscono deliberatamente aree civili uccidendo bambini e civili. Pertanto, se i civili e i bambini sono sfortunatamente uccisi nella Ghouta orientale, ciò è dovuto a due motivi: o i genitori dei bambini sono sostenitori del terrorismo e si rifiutano di evacuare; o i cosiddetti “ribelli moderati” si rifiutano di lasciare passare i civili. Infine, ieri il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato una tregua umanitaria nei combattimenti all’interno dell’enclave siriana di Ghouta Orientale. Lo riferisce la Bbc. L’area, controllata dai terroristi, è da oltre una settimana sotto il bombardamento delle forze governative siriane, appoggiate da quelle russe. Sabato, il Consiglio di sicurezza dell’Onu aveva chiesto un cessate il fuoco di 30 giorni. Ghouta orientale è l’ultima roccaforte ancora in mano ai ribelli siriani nei pressi della capitale Damasco. L’area si trova dal 2013 sotto l’assedio delle forze governative siriane appoggiate dalle milizie filo iraniane e dalla Russia.

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