Silvio Berlusconi: «Per la politica ho sempre provato uno schifo totale»

lunedì 5 febbraio 11:39 - DI Bianca Conte

Un mattatore della politica e della scena televisiva, Silvio Berlusconi, a suo agio nel talk show di Raitre – come già nel salotto domenicale di Barbara D’Urso – dove a domanda, risponde: e ne approfitta per spiegare i punti caldi dell’agenda politica e le priorità di spicco del programma di governo del centrodestra, firmato e condiviso con gli alleati di Lega e Fratelli d’Italia. E allora, dal rapporto con la politica, allo scottante tema immigrazione, passando per la strage sfiorata di Macerata e fino ai rapporti con gli alleati elettorali, il leader azzurro ospite di Agorà anima il dibattito e spiega l’impegno del centrodestra sui punti caldi in agenda: immigrati clandestini, pressione fiscale, pensioni minime, unioni civili e lo spettro qualunquista e pressapochista che si agiterebbe pericolosamente a fronte di un’affermazione elettorale del Movimento 5 stelle. Tutto partendo da un presupposto: «Per la politica ho sempre provato uno schifo totale, ma ci si deve interessare, quindi, a chi vota M5S consiglio di considerare che votandoli cadrebbero in un errore più grande»; così come «restare a casa e non votare. Io dico che in questa situazione si deve votare per mettere in mano il Paese a chi ha serietà e competenza». Laddove “competenza” risuona come parola-chiave…

Silvio Berlusconi sul Movimento 5 Stelle

Competenza e affidabilità: queste le coordinate di riferimento seguite dal centrodestra nel programma proposto agli elettori, e ribadite in queste ore da Silvio Berlusconi ospite in tv da Raitre a #Studio 24 su Rainews dove, ribadendo il suo impegno di lealtà garantita agli alleati di colazione, spiega anche perché «non andrà alla manifestazione anti-inciucio del 18 voluta da Giorgia Meloni». «Sono contrario alla parola inciucio –liquida la questione il leader azzurro – in Germania c’è da 70 anni, perciò distinguiamo tra un accordo di fronte a tutti e un accordo segreto tra partiti: a quello si può dare il nome “inciucio”. Ma comunque – conclude poi Berlusconi con fermezza – non ci sarà bisogno di coalizioni allargate perché gli italiani sono persone di buon senso e ci daranno la maggioranza». Anche perché, l’alternativa proposta dal M5S, a detta dell’ex premier, «non un partito democratico», farebbe sprofondare l’Italia nell’incubo di un Paese vittima di «una setta che dipende da un vecchio comico». Di più: rincarando la dose, Silvio Berlusconi aggiunge che «i 5 Stelle sono persone che non hanno mai fatto delle dichiarazioni dei redditi, pervase da invidia sociale e con delle idee inserite nel loro programma per realizzare le quali dovrebbero riempire tutti di tasse», inserendo anche una «patrimoniale», oltre «alle tasse sulla casa come in Francia». Per tutto questo e per molto altro, allora, secondo il numero uno di Forza Italia, la vittoria dei 5 Stelle sarebbe «inaccettabile» e «porterebbe alla fuga di capitali, imprese e famiglie».

«Sento il dovere di esserci: l’Italia ha bisogno di me»

Per tutto questo – e anche molto di più – «sento il dovere di esserci, come nel ’94», ha rinnovato il suo suo impegno in campo, Silvio Berlusconi, motivandolo anche con una constatazione che non si è certo fatto scherno di ribadire: «Non vedo in giro delle personalità che possono fare quel che ho fatto io, anche se ci sono altre personalità che possono ben governare il Paese. Sento, insomma, che l’Italia ha ancora bisogno di me». Anche perché, aggiunge calmierando le dichiarazioni rilasciate dal compagno di cordata elettorale Matteo Salvini che sul caso di Macerata ha accusato la sinistra «di avere le mani sporche di sangue» – ha «usato un’espressione un po’ eccessiva. Ma quando si siede al tavolo con noi diventa ragionevole ed esprime molto buon senso», rassicura i telespettatori Berlusconi – «oggi in Italia c’è una percezione di insicurezza da parte di tutti i cittadini, di cui bisogna tenere conto». E l’insicurezza a cui si riferisce il leader azzurro non è solo quella generata da quanto succede e «in gran parte attribuibile ai clandestini che sono da noi e che, non avendo da mangiare, si mettono a disposizione della criminalità», ma è anche quella che nasce dalla precarietà economica, dalla indeterminatezza sul futuro. Per questo,diminuire la pressione fiscale che grava su famiglie e imprese, alzare le pensioni minime, provvedere a norme e incentivi per mamme e casalinghe e garantire i risparmiatori, sono gli ingredienti base della ricetta economica proposta dal centrodestra e ribadita oggi a favore di camera da Berlusconi ospite su Raitre. Ingredienti amalgamati dalla solidità d’intesa che anima la coalizione, a proposito della quale il numero uno di Forza Italia ricorda: «Se fossimo d’accordo con tutti saremmo nello stesso partito, ma noi siamo una coalizione. Per arrivare al governo serve un programma firmato dove non si discute. Io ho con grande attenzione determinato cosa ci impegniamo a fare, e il programma è stato condiviso e firmato».

Su Macerata, sicurezza, unioni civili e… Casini col Pd

Una intesa e una condivisione che riguarda i punti cardine del programma stesso, dalla posizione sulle unioni civili – «noi siamo sostenitori della famiglia. Le unioni civili sono da rispettare, ma non si può pretendere che abbiano gli stessi aiuti che daremo alla famiglia» – a quella sull’emergenza sicurezza che i fatti di Macerata, una volta di più, hanno catapultato in primo piano. E allora, se per Berlusconi «L’autore del raid di Macerata, Luca Traini, è una persona assolutamente squilibrata» e quel che ha fatto «è incomprensibile con la ragione e non ci vedo nulla di politico: la politica non può portare a nulla di tutto questo», ancora: «non c’è connotazione politica che possa portare a degli eccessi come quelli di cui questo signore si è macchiato», ma è anche innegabile che «oggi in Italia c’è una percezione di insicurezza di cui bisogna tenere conto. Noi italiani non siamo razzisti, siamo molto tolleranti e ospitali, ma ci sono delle situazioni al limite. Non c’è un clima generale di odio, ma qualche persona fuori di testa che probabilmente su questa cosa ci marcia». E a proposito di emergenze e di realtà incomprensibili, nella sua lunga e articolata disamina Berlusconi propone un’ultima considerazione, legata ancora una volta a un paradosso: che per il leader azzurro è la candidatura di Pier Ferdinando Casini nelle liste del Pd. «È qualcosa che non sarei mai arrivato a immaginare», ha tuonato l’ex premier prima di aggiungere: «Sono amico di Casini, gli voglio anche un gran bene, ma mai sarei arrivato a immaginare che un giorno sarebbe andato a chiedere voti agli elettori di sinistra, né che gli elettori di sinistra avrebbero potuto votare Casini». Ma per questo, come per altro, bisognerà aspettare l’esito delle urne.

 

 

 

 

 

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